- Ci si lascia trascinare dalla corrente, che porta dove porta;
- Ci si rimbocca le maniche, si prende la situazione di petto, si decide che non esistono problemi ma solo sfide da superare, e si procede dritti fino alla meta.
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sabato 19 novembre 2016
Profumo di cambiamento nell'aria?
In un periodo transitorio, che più transitorio non si può, ci sono solo due cose da fare:
lunedì 20 aprile 2015
Non chiamatemi buonista... perché non lo sono
Non sono una buonista, quando mi sono entrati nel camper l'anno scorso, sarei stata pronta a saltare al collo a quella ragazza che, con le braccia incrociate, mi guadava dal mio divanetto come fosse suo (cosa che in effetti avrei fatto se mio papà non mi avesse tenuto).
Ho ancora dei forti istinti omicidi nei confronti di quegli ignoti che mi hanno rubato la borsa sfondando il finestrino della macchina direttamente sul sedile di Gaia.
E pure nei confronti di chi ci ha rubato le biciclette legate al camper giusto il giorno prima di partire per il mare.
Non sono una buonista, a dire il vero sono pure piuttosto vendicativa, ci metto tanto a fidarmi delle persone e ci metto un secondo a metterci una croce sopra. Ho pochi amici che posso considerare tali e quelli che ci sono so che ci tengono a me, perché starmi vicino non è semplice; sono lunatica, permalosa, estremamente insicura, non accetto né complimenti (mi imbarazzano) né critiche (mi scoraggiano), mi dimentico le cose, sono disordinata e disorganizzata cosicché anche lavorare con me è un atto di fede.
Ma sono anche empatica, cerco di capire le persone. E credo nella bontà della gente fino a prova contraria. Penso che chi sbaglia debba pagare, ma giudico le persone in base alle azioni, non in base alla religione, al colore della pelle, o a cosa hanno votato alle ultime elezioni... anzi forse un pochino quello si, ma solo un pochino.
Penso che sia vero, queste cose un tempo qui non succedevano. Esisteva un tempo in cui potevo uscire di casa senza avere paura. Poi le cose sono cambiate, colpa degli stranieri? Forse. Di tutti gli stranieri? No. Ne conosco abbastanza per poter affermare che la probabilità di trovare brave persone tra gli stranieri sono più o meno le stesse di trovarne tra gli italiani.
La verità che mi importa poco che uno sia italiano, straniero, o proveniente dalla faccia nascosta dalla luna.
Ma sono anche empatica, cerco di capire le persone. E credo nella bontà della gente fino a prova contraria. Penso che chi sbaglia debba pagare, ma giudico le persone in base alle azioni, non in base alla religione, al colore della pelle, o a cosa hanno votato alle ultime elezioni... anzi forse un pochino quello si, ma solo un pochino.
Penso che sia vero, queste cose un tempo qui non succedevano. Esisteva un tempo in cui potevo uscire di casa senza avere paura. Poi le cose sono cambiate, colpa degli stranieri? Forse. Di tutti gli stranieri? No. Ne conosco abbastanza per poter affermare che la probabilità di trovare brave persone tra gli stranieri sono più o meno le stesse di trovarne tra gli italiani.
La verità che mi importa poco che uno sia italiano, straniero, o proveniente dalla faccia nascosta dalla luna.
Credo che la differenza che ci sia tra me e chi attraversa il mare su un barcone sia la nazionalità. Si perché io sono nata in un paese in pace. Io faccio parte della Unione Europea. Io se voglio "cambiare aria" perché quella che respiro qui non mi piace prendo il passaporto e parto. Nessuno me lo impedisce, se non la paura dell'ignoto.
Ma se ho paura dell'ignoto io, che posso viaggiare comodamente seduta su un aereo, o un treno, andando in bagno tutte le volte che ne ho bisogno, rinfrescandomi la faccia, aprendo un finestrino (chiaramente sul treno e non sull'aereo), facendo 2 passi per sgranchirmi le gambe. Io che una volta arrivata, prendo i miei bagagli, li posso caricare su un taxi, posso dormire in un albergo. Se ho paura dell'ignoto io, che potrei prendere un atlante aprirlo ad una pagina a caso e semplicemente partire.
Io che, gli unici limiti sono i miei.
Se ho paura dell'ignoto io che posso partire e ripensarci in ogni momento, perché tanto qui avrò sempre una casa, una famiglia, un tetto... una patria.. che paura deve avere chi sale su un barcone arrugginito che li porterà in un posto in cui non saranno mai accettati? Quanto disperata deve essere una persona per affidare la propria vita e quella dei propri figli a persone che li considerato alla stregua di bestiame?
Il 29 aprile Gaia andrà in città con tutta la sua scuola, insieme a tutte le altre scuole trentine, per la manifestazione "Trento, una città per la pace". Ascolta le canzoni che parlano di fratellanza, mi dice che il mondo è di tutti i colori, mi parla dei disegni che stanno preparando, Mi ha detto che lei ha disegnato un bambino italiano che stringe la mano ad un bambino cinese. Mi dice che ci sono posti in cui c'è la guerra, posti in cui "i bambini non stanno mica tanto bene". Mi dice queste cose ma non credo che le capisca sul serio, lei vive nel suo piccolo mondo in cui un bambino cinese è appena arrivato a scuola ed è stato adottato da tutti, un piccolo mondo in cui A. un bambino palestinese viene chiamato dai compagni "l'artista" perché è il più bravo a disegnare. In cui E. che si è appena trasferita dall'altra parte della città, ha fatto un lungo viaggio e chissà se la rivediamo più. Lei vive in un piccolo mondo in cui italiani, albanesi, rumeni, arabi e cinesi si stringono la mano. Come glielo dico che fuori dalla scuola non è così?
Come glielo spiego che troppe persone sono contente che un barcone arrugginito si è rovesciato? Come glielo spiego che la pace in cui crede tanto non esiste?
No, non sono buonista. Non credo che tutte quelle 700 o più persone che sono morte su un barcone arrugginito fossero tutte persone buone. Ma sono persone che sono vissute e morte tra l'indiffernza, e questo non rende noi, persone migliori di loro.
Ma se ho paura dell'ignoto io, che posso viaggiare comodamente seduta su un aereo, o un treno, andando in bagno tutte le volte che ne ho bisogno, rinfrescandomi la faccia, aprendo un finestrino (chiaramente sul treno e non sull'aereo), facendo 2 passi per sgranchirmi le gambe. Io che una volta arrivata, prendo i miei bagagli, li posso caricare su un taxi, posso dormire in un albergo. Se ho paura dell'ignoto io, che potrei prendere un atlante aprirlo ad una pagina a caso e semplicemente partire.
Io che, gli unici limiti sono i miei.
Se ho paura dell'ignoto io che posso partire e ripensarci in ogni momento, perché tanto qui avrò sempre una casa, una famiglia, un tetto... una patria.. che paura deve avere chi sale su un barcone arrugginito che li porterà in un posto in cui non saranno mai accettati? Quanto disperata deve essere una persona per affidare la propria vita e quella dei propri figli a persone che li considerato alla stregua di bestiame?
Il 29 aprile Gaia andrà in città con tutta la sua scuola, insieme a tutte le altre scuole trentine, per la manifestazione "Trento, una città per la pace". Ascolta le canzoni che parlano di fratellanza, mi dice che il mondo è di tutti i colori, mi parla dei disegni che stanno preparando, Mi ha detto che lei ha disegnato un bambino italiano che stringe la mano ad un bambino cinese. Mi dice che ci sono posti in cui c'è la guerra, posti in cui "i bambini non stanno mica tanto bene". Mi dice queste cose ma non credo che le capisca sul serio, lei vive nel suo piccolo mondo in cui un bambino cinese è appena arrivato a scuola ed è stato adottato da tutti, un piccolo mondo in cui A. un bambino palestinese viene chiamato dai compagni "l'artista" perché è il più bravo a disegnare. In cui E. che si è appena trasferita dall'altra parte della città, ha fatto un lungo viaggio e chissà se la rivediamo più. Lei vive in un piccolo mondo in cui italiani, albanesi, rumeni, arabi e cinesi si stringono la mano. Come glielo dico che fuori dalla scuola non è così?
Come glielo spiego che troppe persone sono contente che un barcone arrugginito si è rovesciato? Come glielo spiego che la pace in cui crede tanto non esiste?
No, non sono buonista. Non credo che tutte quelle 700 o più persone che sono morte su un barcone arrugginito fossero tutte persone buone. Ma sono persone che sono vissute e morte tra l'indiffernza, e questo non rende noi, persone migliori di loro.
martedì 8 aprile 2014
Sei diverso, troppo diverso... ma forse anche no. Pensieri sull'intercultura
Tendo ad avere le mie idee e a difenderle, per questo ci sono una serie di persona a cui sto, per usare un francesismo, diversamente simpatica. A volte questa consapevolezza mi porta a dei veri e propri attacchi di panico e mi chiedo se non sia il caso di cambiare, diventare più pacata, meno impulsiva... D'altra parte non esiste un solo motivo valido per cui chiunque deve sapere come la penso su ogni argomento...
Forse... O forse a me sta bene così in fondo.
Quando leggo commenti che reputo sul filo del razzismo (e dicendo filo intendo che ci sguazzano in mezzo alla grande) non riesco a stare zitta, mi sale il nervoso. So che tacere sarebbe la scelta migliore ma non posso fare a meno di esporre il mio punto di vista. E il mio punto di vista è che da una persona che arriva dal Marocco, dalla Cina, dal Perù io non ci vedo nulla di diverso da me. No, ho detto male: ci vedo molto di diverso, le culture diverse dalla mia mi incuriosiscono, quindi mi ritrovo sempre a fare un mucchio di domande. E' stato grazie a queste domande che ho assaggiato il caffè arabo (estremamente speziato), cenato con un piatto tipico siriano a base di carne e noci (meraviglioso) e capito perché nell'islam non si può mangiare maiale ne bere vino.
Ho imparato da loro a essere meno assillante con i miei figli e ho capito che i loro litigi possono gestirli da soli. Mi sono ricordata che un ginocchio sbucciato non è una tragedia da evitare ma un importate passaggio di crescita.
Ho fatto domande scomode, ho chiesto dei mille aiuti che vengono millantati ma da quello che abbiamo capito sono gli stessi che hanno le famiglie italiane con uguale reddito. Forse mi hanno mentito. Forse. Ma a me piace pensare che sia così davvero: tendo a credere ad una persona che mi guarda negli occhi piuttosto che ad una chiacchiera su un social network.
E se fosse vero? Se davvero hanno degli aiuti che noi oriundi ci possiamo solo sognare? In quel caso le cose vanno cambiate ma senza perdere di vista che le leggi, chi decide, non è un disperato che arriva qui su un barcone. Chi decide sono le persone a cui fa comodo che noi ci facciamo la guerra tra di noi. Ci indigniamo pensando all'olocausto, alla tratta degli schiavi al comunismo russo ma non ci rendiamo conto che noi con i nostri vicini stiamo facendo la stessa cosa.
Forse... O forse a me sta bene così in fondo.
Quando leggo commenti che reputo sul filo del razzismo (e dicendo filo intendo che ci sguazzano in mezzo alla grande) non riesco a stare zitta, mi sale il nervoso. So che tacere sarebbe la scelta migliore ma non posso fare a meno di esporre il mio punto di vista. E il mio punto di vista è che da una persona che arriva dal Marocco, dalla Cina, dal Perù io non ci vedo nulla di diverso da me. No, ho detto male: ci vedo molto di diverso, le culture diverse dalla mia mi incuriosiscono, quindi mi ritrovo sempre a fare un mucchio di domande. E' stato grazie a queste domande che ho assaggiato il caffè arabo (estremamente speziato), cenato con un piatto tipico siriano a base di carne e noci (meraviglioso) e capito perché nell'islam non si può mangiare maiale ne bere vino.
Ho imparato da loro a essere meno assillante con i miei figli e ho capito che i loro litigi possono gestirli da soli. Mi sono ricordata che un ginocchio sbucciato non è una tragedia da evitare ma un importate passaggio di crescita.
Ho fatto domande scomode, ho chiesto dei mille aiuti che vengono millantati ma da quello che abbiamo capito sono gli stessi che hanno le famiglie italiane con uguale reddito. Forse mi hanno mentito. Forse. Ma a me piace pensare che sia così davvero: tendo a credere ad una persona che mi guarda negli occhi piuttosto che ad una chiacchiera su un social network.
E se fosse vero? Se davvero hanno degli aiuti che noi oriundi ci possiamo solo sognare? In quel caso le cose vanno cambiate ma senza perdere di vista che le leggi, chi decide, non è un disperato che arriva qui su un barcone. Chi decide sono le persone a cui fa comodo che noi ci facciamo la guerra tra di noi. Ci indigniamo pensando all'olocausto, alla tratta degli schiavi al comunismo russo ma non ci rendiamo conto che noi con i nostri vicini stiamo facendo la stessa cosa.
martedì 25 marzo 2014
Un pomeriggio di noia come altri...
Sono convinta che ci siano tutta una serie di messaggi che il nostro subconscio ci invia per farci sapere che si sta facendo qualcosa che non ci piace: tipo stare per 40 minuti a fissare una pagina.
O fare in un'ora e mezza un compito che, obiettivamente, richiede uno sforzo di concentrazione inferiore ai 10 minuti.
O mettersi a compilare un questionario di gradimento su un corso fatto. Un corso meraviglioso tra l'altro, tenuto da Valentina Vellucci sulla gestione del profilo delle pagine facebook (dovesse mai capitarvi l'occasione di partecipare ad un corso in cui fosse anche lei tra i relatori, coglietela al volo!) ma siamo sinceri: a chi piace compilare questionari di gradimento?
Vi accorgete che state facendo qualcosa che vi annoia in maniera mostruosa quando vi scoprite a pensare "toh la lavatrice ha finito, ora devo proprio stendere!"
O quando avete la malaugurata idea di aprire un link su facebook contrassegnato con la scritta "Il corto horror che vi farà dormire con la luce accesa". Ecco sui 2 minuti del video ne ho visti 10 secondi e stasera credo mi farò accompagnare in bagno dai miei figli.
Oppure potreste mettervi a scrivere un post assolutamente privo di senso: tipo questo. Giusto per dirne una.
Mi illudo che sia il mio subconscio che mi parla. Ma forse è solo il mio stomaco: visto che tra gli altri spicca anche il pensiero "guarda che in cucina ci sono i muffin avanzati dalla festa di compleanno a cui sei andata ieri...."
O fare in un'ora e mezza un compito che, obiettivamente, richiede uno sforzo di concentrazione inferiore ai 10 minuti.
O mettersi a compilare un questionario di gradimento su un corso fatto. Un corso meraviglioso tra l'altro, tenuto da Valentina Vellucci sulla gestione del profilo delle pagine facebook (dovesse mai capitarvi l'occasione di partecipare ad un corso in cui fosse anche lei tra i relatori, coglietela al volo!) ma siamo sinceri: a chi piace compilare questionari di gradimento?
Vi accorgete che state facendo qualcosa che vi annoia in maniera mostruosa quando vi scoprite a pensare "toh la lavatrice ha finito, ora devo proprio stendere!"
O quando avete la malaugurata idea di aprire un link su facebook contrassegnato con la scritta "Il corto horror che vi farà dormire con la luce accesa". Ecco sui 2 minuti del video ne ho visti 10 secondi e stasera credo mi farò accompagnare in bagno dai miei figli.
Oppure potreste mettervi a scrivere un post assolutamente privo di senso: tipo questo. Giusto per dirne una.
Mi illudo che sia il mio subconscio che mi parla. Ma forse è solo il mio stomaco: visto che tra gli altri spicca anche il pensiero "guarda che in cucina ci sono i muffin avanzati dalla festa di compleanno a cui sei andata ieri...."
domenica 4 marzo 2012
Breve post con "comunicazioni di servizio"
1. Ieri il Vichingo è stato portato dal parrucchiere.
Andare dal parrucchiere cinese ha un lato positivo: costa decisamente poco.
Ha però anche un lato negativo: non comprende molto bene la lingua e, chiaramente nemmeno le unità di misura italiane. Dovevo capirlo quando ha preso il rasoio che la mia idea di spuntatina differiva dalla sua. Ma quel che è fatto è fatto e ora il Vichingo presenta una capigliatura degna di un sergente dell'esercito:
Devo però ammettere che, nonostante il leggero shock iniziale sta molto bene. La capigliatura da "Piccolo Lord" poco ci azzeccava con lo sguardo da monello.
2. Un passaggio del mio post sull'allattamento (qui)è stato travisato. Non era nelle mie intenzioni dare a intendere che "l'allattamento con il biberon è sbagliato" era solo un'elenco delle cose che, giornalmente ci sentiamo ripetere.
Allattare al seno è meglio? Evidentemente si.
Ci sono una serie di vari motivi per cui una mamma non allatta? Ovviamente si.
La mia voleva una denuncia, una mamma fa quello che può, quello che riesce e quello che riesce.
Io avevo deciso che a 6 mesi il Vichingo sarebbe stato pronto a passare all'artificiale.
Il Vichingo aveva deciso che per quello che lo riguardava l'allattamente sarebbe proseguito fino a data da destinarsi.
Io ho passato 5 mesi a comprare latti in polvere cercandone uno che soddisfacesse i gusti del Vichingo. Non ne ho trovati e pur allattando al seno ho fatto fuori un capitale in latte artificiale... Chi dovrei mai giudicare??
3. Questo è importante: 2 amiche hanno bisogno di tanti influssi positivi e tanti abbracci virtuali carichi di affetto:
N. che domani porta la sua bimba in ospedale. Ti penso!! Andrà tutto bene!!
D. che non sa come sta la sua bimba. Una storia che spero di potervi raccontare perchè significa che è finita bene. D. non so se passi di qui. Ma vi penso tantissimo, e tutte le volte mi manca il fiato!
Ragazze vi doglio bene!!!
Andare dal parrucchiere cinese ha un lato positivo: costa decisamente poco.
Ha però anche un lato negativo: non comprende molto bene la lingua e, chiaramente nemmeno le unità di misura italiane. Dovevo capirlo quando ha preso il rasoio che la mia idea di spuntatina differiva dalla sua. Ma quel che è fatto è fatto e ora il Vichingo presenta una capigliatura degna di un sergente dell'esercito:
Devo però ammettere che, nonostante il leggero shock iniziale sta molto bene. La capigliatura da "Piccolo Lord" poco ci azzeccava con lo sguardo da monello.
2. Un passaggio del mio post sull'allattamento (qui)è stato travisato. Non era nelle mie intenzioni dare a intendere che "l'allattamento con il biberon è sbagliato" era solo un'elenco delle cose che, giornalmente ci sentiamo ripetere.
Allattare al seno è meglio? Evidentemente si.
Ci sono una serie di vari motivi per cui una mamma non allatta? Ovviamente si.
La mia voleva una denuncia, una mamma fa quello che può, quello che riesce e quello che riesce.
Io avevo deciso che a 6 mesi il Vichingo sarebbe stato pronto a passare all'artificiale.
Il Vichingo aveva deciso che per quello che lo riguardava l'allattamente sarebbe proseguito fino a data da destinarsi.
Io ho passato 5 mesi a comprare latti in polvere cercandone uno che soddisfacesse i gusti del Vichingo. Non ne ho trovati e pur allattando al seno ho fatto fuori un capitale in latte artificiale... Chi dovrei mai giudicare??
3. Questo è importante: 2 amiche hanno bisogno di tanti influssi positivi e tanti abbracci virtuali carichi di affetto:
N. che domani porta la sua bimba in ospedale. Ti penso!! Andrà tutto bene!!
D. che non sa come sta la sua bimba. Una storia che spero di potervi raccontare perchè significa che è finita bene. D. non so se passi di qui. Ma vi penso tantissimo, e tutte le volte mi manca il fiato!
Ragazze vi doglio bene!!!
sabato 3 marzo 2012
La top ten dello scazzo
Le prime uscite della bella stagione, mi ricordano quanto amo stare all'aperto.
Ma mi ricordano anche quelle cose di cui proprio non sentivo la mancanza.
Ma mi ricordano anche quelle cose di cui proprio non sentivo la mancanza.
E qui scatta la top ten "LE 10 COSE CHE NON SI POSSONO VEDERE/SENTIRE AL PARCO"
10. Le mamme tacco 10 e minigonna: Insomma sei al parco, non a una sfilata, hai bisogno del tacco?? Che se poi tuo figlio inizia a correre verso la strada mi tocca andare a me a recuperarlo che altrimenti se lo investono mi tocca convivere con i sensi di colpa? Mi rendo conto che non tutte (come me) considerano il parco sotto casa un prolungamento del proprio appartamento, io potrei venirci tranquillamente in ciabatte e bigodini.... Ma se stai in mezzo all'erba e ai legnetti cosa c'è di meglio di pantaloni e scarpe da ginnastica?
9. Le mamme "mio figlio è fatto di cristallo non toccatelo che si rompe": Cosa vieni al parco a fare se appena un bambino si avvicina a tuo figlio lo guardi come se dovesse romperlo? A meno che non si avvicina armato di un sasso o di un'altro oggetto contundente, difficilmente riuscirà a fargli del male. E posso assicurare che, i peluches e gli animaletti di gomma sono pressoché innocui.
8. I padroni dei cani che "non vedono" quando i loro cuccioli lasciano ricordi in giro: Insomma, ma la cacca la trovate decorativa? Considerate così scarso il lavoro dei giardinieri del comune che vi sentite in obbligo di "aiutarli" concimando i prati? Amo i cani, ma odio certi padroni.
7. I bambini selvaggi: I bambini selvaggi viaggiano a pari passo con il personaggio del punto 6.
6. La mamma "Non mi riguarda quello che succede intorno a me" io ho da chiacchierare/parlare al telefono/ farmi i cavolacci miei: I bambini selvaggi rubano i giocattoli, ma non per giocarci, ma semplicemente per il gusto di lanciarli in giro. Tirano i sassi e la sabbia, disturbano deliberatamente la pace del parco, urlando parole che vorresti che tuo figlio non imparasse prima della maggiore età, mentre la madre è occupata a farsi deliberatamente i fatti suoi. Capita che, dopo tuoi vari richiami al figlio e occhiatacce rivolte a lei, si renda conto che la sua progenie sia in serio pericolo di estinzione, allora con voce fastidiosamente giuliva esclama: "Paoletto, adesso basta altrimenti lo dico la papà questa sera" Minaccia del tutto inutile, e intanto tu pensi a come ti farebbe piacere fare il passeggino intorno al collo di entrambi.
5. Il bambino abbandonato: Ecco qui non è il bambino abbandonato, quanto la madre a irritarmi. Il bambino abbandonato ha le legittime richieste di un normalissimo bambino, solo che, non potendo esigerle da sua madre (latitante) le esige dagli altri genitori.
Difficile rimanere indifferenti davanti a 2 occhioni che ti guardano da un metro di altezza, chiedendo un biscotto (e come la mettiamo con le possibili allergie?), un giro in bicicletta (e se poi non la riporta?) una spinta in altalena (ma non basta spingere i miei?!?!). Se con lo sguardo cerchi una madre sguarnita dalla prole non vedi nessuno. Così ti ritrovi con un bimbo in affido involontario, in attesa di veder comparire una mamma che ti permetta di tornare a casa.
4. I ciclisti: I ciclisti già mi danno l'orticaria sulla strada, al parco riescono a far emergere la parte più violenta di me. Questi bambini/ragazzi che improvvisano vere e proprie gare ad ostacoli, in cui gli ostacoli sono i bambini che giocano. Non importa quante volte gli si dica di smetterla; non lo fanno. E se malauguratamente cadono perchè vanno addosso a un altro occupante del parco, le madri arrivano con lo sguardo avvelenato: "qualcuno a fatto cadere il loro povero bambino"
3. Le mamme "al parco ci siamo solo noi": Se l'altalena è 1 e i bambini sono 20 possibile che non ci arrivi che, forse, dopo 45 minuti che spingi tuo figlio intanto che chiacchieri al telefono, gli altri bambini che ti guardano con sguardo supplichevole vorrebbero salire per un po'?
2. I bambini "i miei giochi sono miei, i tuoi giochi sono miei" Insomma dai. Ho detto già tutto.
1. Le mamme con la sigaretta: premessa, considero le mamme con la sigaretta in mano che spingono la carrozzina o peggio tengono in braccio un bambino un chiaro invito alla violenza. Dopo tutte le campagne sui danni del fumo passivo costringi tuo figlio a respirarlo?? Ma passi.... Ma perché costringi anche i miei? E perché per colpa tua e delle tue altre amiche tabagiste mi costringi a fare la guardia a mio figlio per non rischiare che metta in bocca i tuoi mozziconi che hai abbandonato nella buca della sabbia?
Questa lista è stata scritta in ordine sparso... come mi venivano in mente. Ma ho dimenticato sicuramente qualcosa. A voi? Cosa sono le cose che danno sui nervi?
giovedì 1 marzo 2012
Dico a te... che tanto ti da fastidio una mamma che allatta.
Dico a te, che te ne stai nascosto dietro uno schermo a giudicare.
Dico a te, che mastichi con la bocca aperta e mi mostri tutto quello che non hai ancora digerito.
Dico a te, che pensi che un rutto più è forte più è divertente.
Dico a te, che mentre parli rumini una cicca e pare ti si debba slogare la mascella.
Dico a te, che fumi davanti ai tuoi figli, bevi alcolici e mangi schifezze.
Dico a te, che ti fingi scandalizzato davanti alla farfallina di Belen, se non vuoi vederla non la guardi. Punto!
Dico a te, che prendi a parolacce la macchina che ti precede perchè "va troppo piano"
Dico a te, che prendi a parolacce la macchina che ti passa accanto perchè va troppo veloce.
Dico a te, che è normale mettere una bestemmia ogni 3 parole.
Dico a te, che sputi per terra.
Dico a te, che porti a passeggio il cane e quando fa i suoi bisogni li lasci li a concimare le strade.
Dico a te, che sei convinto che le bottiglie in mezzo ai boschi siano decorative.
Dico a te, che ti scaccoli ai semafori e pensi che nessuno ti veda.
Dico a te, che pensi che tolleranza e accondiscendenza siano la stessa cosa.
Dico a te, che giudichi le persone a secondo del loro colore, religione, preferenze sessuali o simili.
Dico a te, che scambi grezze battute sessiste per innocente ironia.
Dico a te, si proprio a te... E cosa ti dico? Che c'è di peggio nel mondo di una mamma che allatta il suo bambino!
Allattare a orari fissi è sbagliato.
Allattare con il latte artificiale è sbagliato.
Allattare a richiesta a meno che non si sia nascosti tra le mura domestiche, al chiuso e possibilmente con le persiano abbassate (sia mai che un aereo che passa di possa vedere una mezza tetta nascosta dalla testa di un neonato) è sbagliato.
E allora una mamma cosa deve fare?
La Tiranna era una bambina a cui piaceva mangiare quando era piccola.
E io ero una mamma a cui piaceva passeggiare quando la Tiranna era piccola.
La Tiranna è stata allattata in passeggiata, sotto i gradini del Duomo di Trento, dentro i ristoranti, e anche durante il rinfresco del pranzo del mio matrimonio, passeggiavo tra i tavoli tenendo questa infanta che, ignara della festa intorno a lei, si gustava il suo pranzo. Non avrebbe dovuto?
Per noi non è mai stato un problema.
Alla Tiranna non dava fastidio.
A me non disturbava. Non sarei mai andata in giro in topless, non fa parte di me. Ma se i miei figli hanno fame: hanno il diritto di mangiare. Se non da fastidio noi.
Che fastidio deve dare a te?
Fai più schifo te, che mentre mangi sputi cibo premasticato sul tavolo.
Ora certi locali, mostrano con orgoglio sulla porta il disegno di una donna che allatta.
Ci dicono che li possiamo entrare. Li siamo ben accette e non reiette.
Per quello che mi riguarda dovrebbero essere altri i cartelli. Come quelli dei cani una bella croce sulla mamma che nutre il suo bambino. Li non ci vogliono. Li preferiscono la gente che sputa e si scaccola a una mamma che allatta.
Face ha iniziato a censurare le foto dell'allattamento. E li mi è partito l'embolo.
E ho cambiato la foto del mio profilo, ora c'è questa:

E nel caso dovesse turbare la sensibilità di qualcuno, fatemelo sapere, provvederò a sostituirla con una foto di un automobilista che si scaccola al semaforo.....
Dico a te, che mastichi con la bocca aperta e mi mostri tutto quello che non hai ancora digerito.
Dico a te, che pensi che un rutto più è forte più è divertente.
Dico a te, che mentre parli rumini una cicca e pare ti si debba slogare la mascella.
Dico a te, che fumi davanti ai tuoi figli, bevi alcolici e mangi schifezze.
Dico a te, che ti fingi scandalizzato davanti alla farfallina di Belen, se non vuoi vederla non la guardi. Punto!
Dico a te, che prendi a parolacce la macchina che ti precede perchè "va troppo piano"
Dico a te, che prendi a parolacce la macchina che ti passa accanto perchè va troppo veloce.
Dico a te, che è normale mettere una bestemmia ogni 3 parole.
Dico a te, che sputi per terra.
Dico a te, che porti a passeggio il cane e quando fa i suoi bisogni li lasci li a concimare le strade.
Dico a te, che sei convinto che le bottiglie in mezzo ai boschi siano decorative.
Dico a te, che ti scaccoli ai semafori e pensi che nessuno ti veda.
Dico a te, che pensi che tolleranza e accondiscendenza siano la stessa cosa.
Dico a te, che giudichi le persone a secondo del loro colore, religione, preferenze sessuali o simili.
Dico a te, che scambi grezze battute sessiste per innocente ironia.
Dico a te, si proprio a te... E cosa ti dico? Che c'è di peggio nel mondo di una mamma che allatta il suo bambino!
Allattare a orari fissi è sbagliato.
Allattare con il latte artificiale è sbagliato.
Allattare a richiesta a meno che non si sia nascosti tra le mura domestiche, al chiuso e possibilmente con le persiano abbassate (sia mai che un aereo che passa di possa vedere una mezza tetta nascosta dalla testa di un neonato) è sbagliato.
E allora una mamma cosa deve fare?
La Tiranna era una bambina a cui piaceva mangiare quando era piccola.
E io ero una mamma a cui piaceva passeggiare quando la Tiranna era piccola.
La Tiranna è stata allattata in passeggiata, sotto i gradini del Duomo di Trento, dentro i ristoranti, e anche durante il rinfresco del pranzo del mio matrimonio, passeggiavo tra i tavoli tenendo questa infanta che, ignara della festa intorno a lei, si gustava il suo pranzo. Non avrebbe dovuto?
Per noi non è mai stato un problema.
Alla Tiranna non dava fastidio.
A me non disturbava. Non sarei mai andata in giro in topless, non fa parte di me. Ma se i miei figli hanno fame: hanno il diritto di mangiare. Se non da fastidio noi.
Che fastidio deve dare a te?
Fai più schifo te, che mentre mangi sputi cibo premasticato sul tavolo.
Ora certi locali, mostrano con orgoglio sulla porta il disegno di una donna che allatta.
Ci dicono che li possiamo entrare. Li siamo ben accette e non reiette.
Per quello che mi riguarda dovrebbero essere altri i cartelli. Come quelli dei cani una bella croce sulla mamma che nutre il suo bambino. Li non ci vogliono. Li preferiscono la gente che sputa e si scaccola a una mamma che allatta.
Face ha iniziato a censurare le foto dell'allattamento. E li mi è partito l'embolo.
E ho cambiato la foto del mio profilo, ora c'è questa:

E nel caso dovesse turbare la sensibilità di qualcuno, fatemelo sapere, provvederò a sostituirla con una foto di un automobilista che si scaccola al semaforo.....
sabato 25 febbraio 2012
Sole, ti amo!!
Lo ho visto...
Non può far finta di niente, perchè io lo ho visto, rincorso, abbracciato e mi sono lasciata baciare dal suo calore.
Si. Sto parlando del sole. Che in queste giornate ci ha regalato uno scorcio di primavera. Duraturo? Effimero? Poco importa, ora c'è e tutta l'Happy Family lo ha accolto con entusiasmo.
Dovete sapere che, quando inizia la bella stagione l'Happy Family si trasferisce nella sua Dimora Estiva, o meglio, la mamma e i figli si trasferiscono stabilmente nella Dimora Estiva mentre L. ci raggiunge compatibilmente con i suoi impegni lavorativi.
La Dimora Estiva è per me fonte di orgoglio. Invito sempre un sacco di gente a visitarla. A differenza della nostra Dimora Invernale, piccola e a tratti claustrofobica, offre tanto spazio all'aria aperta in cui è davvero un piacere ricevere gli ospiti. Certo gli spazi interni sono un po' spartani, ma se uno si accontenta di un bagno per i momenti di "bisogno" non ci sono problemi.
Alla fontana è possibile bere, e, nelle giornate particolarmente calde i bambini possono giocare a fare gli schizzi.
Alla Tiranna piace giocare con li con le sue amiche. Giocano a fare le corse, e, come oggi fingono di pescare nel ruscello.
Al Vichingo piace passeggiare e salire e scendere per le sue collinette. C'è anche un campo da basket/calcetto nella Dimora Estiva dove i bambini di divertono a giocare a palla o a girare con la bicicletta.
Certo, ammetto che la Dimora Estiva presenta anche qualche lato negativo: ad esempio gli alberi sono ancora giovani, e l'ombra specie nelle torride giornate estive scarseggia, e poi ci sono i rampicanti con le spine vicino a dove passano i bambini. Proprio oggi una di queste mi ha punto.
Mi sono appuntata di parlarne con i giardinieri la prima volta che ne vedo uno. Purtroppo sono personaggi un po' schivi, fanno un ottimo lavoro, curano l'erba e potano le piante, sospetto che nutrano anche le ochette, che sguazzano nel ruscello, ma questo non è mai stato appurato; ma lavorano a orari strani. In cui io di solito sono impegnata in altri luoghi.
Questo per dire che, in queste 2 giornate di sole, e sospetto, anche domani, noi siamo stati nella nostra Dimora Estiva, adoro queste giornate di sole, e amo il parco sotto casa nostra!!
Non può far finta di niente, perchè io lo ho visto, rincorso, abbracciato e mi sono lasciata baciare dal suo calore.
Si. Sto parlando del sole. Che in queste giornate ci ha regalato uno scorcio di primavera. Duraturo? Effimero? Poco importa, ora c'è e tutta l'Happy Family lo ha accolto con entusiasmo.
Dovete sapere che, quando inizia la bella stagione l'Happy Family si trasferisce nella sua Dimora Estiva, o meglio, la mamma e i figli si trasferiscono stabilmente nella Dimora Estiva mentre L. ci raggiunge compatibilmente con i suoi impegni lavorativi.
La Dimora Estiva è per me fonte di orgoglio. Invito sempre un sacco di gente a visitarla. A differenza della nostra Dimora Invernale, piccola e a tratti claustrofobica, offre tanto spazio all'aria aperta in cui è davvero un piacere ricevere gli ospiti. Certo gli spazi interni sono un po' spartani, ma se uno si accontenta di un bagno per i momenti di "bisogno" non ci sono problemi.
Alla fontana è possibile bere, e, nelle giornate particolarmente calde i bambini possono giocare a fare gli schizzi.
Alla Tiranna piace giocare con li con le sue amiche. Giocano a fare le corse, e, come oggi fingono di pescare nel ruscello.
Al Vichingo piace passeggiare e salire e scendere per le sue collinette. C'è anche un campo da basket/calcetto nella Dimora Estiva dove i bambini di divertono a giocare a palla o a girare con la bicicletta.
Certo, ammetto che la Dimora Estiva presenta anche qualche lato negativo: ad esempio gli alberi sono ancora giovani, e l'ombra specie nelle torride giornate estive scarseggia, e poi ci sono i rampicanti con le spine vicino a dove passano i bambini. Proprio oggi una di queste mi ha punto.
Mi sono appuntata di parlarne con i giardinieri la prima volta che ne vedo uno. Purtroppo sono personaggi un po' schivi, fanno un ottimo lavoro, curano l'erba e potano le piante, sospetto che nutrano anche le ochette, che sguazzano nel ruscello, ma questo non è mai stato appurato; ma lavorano a orari strani. In cui io di solito sono impegnata in altri luoghi.
Questo per dire che, in queste 2 giornate di sole, e sospetto, anche domani, noi siamo stati nella nostra Dimora Estiva, adoro queste giornate di sole, e amo il parco sotto casa nostra!!
martedì 31 gennaio 2012
Dopo un mese di latitanza....
Vediamo un po' dove siamo arrivati... lo ho detto 1500 volta ma questa volta ho fatto l'annuncio ufficiale: SONO TORNATA!!
Ogni volta che su face vedo un nuovo post di Nina, di Owl, di Mammola o delle altre vengo presa da una fitta di rimorso... e il mio blog?
E' fine gennaio, e il mio blog ha compiuto 1 anno... AuguriiiiiiiI!!!
Il Vichingo ne ha compiuti 2 ieri, ancora non parla, ancora borbotta cose incomprensibili, e siamo già alle prese con l'iscrizione alla materna... Mamma che ansia...
La Tiranna è a casa con la scarlatina... e nonostante tutti i miei buoni propositi ci siamo cascati... Antibiotico... pure l'omeopata è stato lapidario "o antibiotico o 40 gg a casa..." per preservare la sanità mentale mia e di mia figlia (nonchè la sua incolumità fisica) abbiamo optato per l'antibiotico...
Ormai la nostra famiglia è vittima della tecnologia. Ci siamo presi una smartphone (con abbonamento 3)... io lo adoro, L. lo adora, la Tiranna adora il gioco dei puzzle, il Vichingo ama il gioco di scoppiare le palline. Ogni volta temo che sfondi lo schermo.... ma vedere il mio cucciolo duenne tecnologico ha il suo perchè....
Che altro dire?
Mi mancate....
Ogni volta che su face vedo un nuovo post di Nina, di Owl, di Mammola o delle altre vengo presa da una fitta di rimorso... e il mio blog?
E' fine gennaio, e il mio blog ha compiuto 1 anno... AuguriiiiiiiI!!!
Il Vichingo ne ha compiuti 2 ieri, ancora non parla, ancora borbotta cose incomprensibili, e siamo già alle prese con l'iscrizione alla materna... Mamma che ansia...
La Tiranna è a casa con la scarlatina... e nonostante tutti i miei buoni propositi ci siamo cascati... Antibiotico... pure l'omeopata è stato lapidario "o antibiotico o 40 gg a casa..." per preservare la sanità mentale mia e di mia figlia (nonchè la sua incolumità fisica) abbiamo optato per l'antibiotico...
Ormai la nostra famiglia è vittima della tecnologia. Ci siamo presi una smartphone (con abbonamento 3)... io lo adoro, L. lo adora, la Tiranna adora il gioco dei puzzle, il Vichingo ama il gioco di scoppiare le palline. Ogni volta temo che sfondi lo schermo.... ma vedere il mio cucciolo duenne tecnologico ha il suo perchè....
Che altro dire?
Mi mancate....
giovedì 29 dicembre 2011
Salutando il 2011
Il 2011 per me è stato un anno che, nel bene e nel male me lo porterò dentro per tutta la vita.
L'inizio e la fine di tante cose.
Un anno con dei picchi mostruosi sia in discesa che in salita.
E' stato l'anno delle malattie, brutte, e più brutte. Un po' per tutti qui in famiglia. Che sia mai che si fanno preferenze.
E' stato l'anno delle spese impreviste, che alla fine l'imprevisto era passare 15 giorni senza uscite straordinarie.
E' stato l'anno del "Ci dispiace ma un a segretaria ci costa troppo"
E' stato l'anno del "chissà se si va in ferie tra lavoro che non c'è, spese impreviste e le malattie"
E' stato l'anno dei sensi di colpa. Perchè io faccio la diversa e ai vaccini non ci credo. E poi mi cago sotto per ogni influenza.
E' stato l'anno dei picchi, Come ho detto.
Perchè mai come quest'anno ho alternato fiduciosi "si lo posso fare" a rassegnati "Non valgo niente ma che voglio fare?"
E' stato l'anno degli sbalzi di umore.
E' stato l'anno del "se non vado in depressione ora non ci vado più"
E' stato l'anno del "I sogni si avverano" per poi scoprire che i sogni sono fatti per rimanere chiusi in un cassetto.
E' stato l'anno che certe giornate non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto.
Ma è stato anche l'anno in qui ho pensato di poter cambiare il mondo.
Cose ne sono successe parecchie.
Ho sognato di poter scrivere un libro. Sogno interrotto da un no, che per quanto mi possa ripetere che ero pronta, forse non lo ero abbastanza.
Ma è stato anche l'anno in qui ho ri-preso a scrivere. E forse qualcosa di buono ne uscirà.
Ancora non lo so. Ancora a volte rimango terrorizzata davanti a una pagina bianca.
Ancora leggo con una punta di invidia storie bellissime scritte da persone troppo brave.
Ma una cosa c'è. Quella ormai mi appartiene. E quella nessuno me la porta via. La mia storia di Natale è stata pubblicata. E quella nessuno la tocca.La mia storia di Natale.
Ora non so cosa potrà portarmi in 2012.
Vorrei mi portasse la sicurezza di poter fare qualcosa. Di saper fare qualcosa.
A tutti auguro un anno bellissimo, magico e unico.
Ma soprattutto auguro a chi ancora non lo è di diventare mamma. Io vi penso. E tanto.
L'inizio e la fine di tante cose.
Un anno con dei picchi mostruosi sia in discesa che in salita.
E' stato l'anno delle malattie, brutte, e più brutte. Un po' per tutti qui in famiglia. Che sia mai che si fanno preferenze.
E' stato l'anno delle spese impreviste, che alla fine l'imprevisto era passare 15 giorni senza uscite straordinarie.
E' stato l'anno del "Ci dispiace ma un a segretaria ci costa troppo"
E' stato l'anno del "chissà se si va in ferie tra lavoro che non c'è, spese impreviste e le malattie"
E' stato l'anno dei sensi di colpa. Perchè io faccio la diversa e ai vaccini non ci credo. E poi mi cago sotto per ogni influenza.
E' stato l'anno dei picchi, Come ho detto.
Perchè mai come quest'anno ho alternato fiduciosi "si lo posso fare" a rassegnati "Non valgo niente ma che voglio fare?"
E' stato l'anno degli sbalzi di umore.
E' stato l'anno del "se non vado in depressione ora non ci vado più"
E' stato l'anno del "I sogni si avverano" per poi scoprire che i sogni sono fatti per rimanere chiusi in un cassetto.
E' stato l'anno che certe giornate non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto.
Ma è stato anche l'anno in qui ho pensato di poter cambiare il mondo.
Cose ne sono successe parecchie.
Ho sognato di poter scrivere un libro. Sogno interrotto da un no, che per quanto mi possa ripetere che ero pronta, forse non lo ero abbastanza.
Ma è stato anche l'anno in qui ho ri-preso a scrivere. E forse qualcosa di buono ne uscirà.
Ancora non lo so. Ancora a volte rimango terrorizzata davanti a una pagina bianca.
Ancora leggo con una punta di invidia storie bellissime scritte da persone troppo brave.
Ma una cosa c'è. Quella ormai mi appartiene. E quella nessuno me la porta via. La mia storia di Natale è stata pubblicata. E quella nessuno la tocca.La mia storia di Natale.
Ora non so cosa potrà portarmi in 2012.
Vorrei mi portasse la sicurezza di poter fare qualcosa. Di saper fare qualcosa.
A tutti auguro un anno bellissimo, magico e unico.
Ma soprattutto auguro a chi ancora non lo è di diventare mamma. Io vi penso. E tanto.
mercoledì 21 dicembre 2011
A volte ritornano...
Non sono solo scandalosa.. sono pessima lo so!
Credo che tutte le persone che avevo faticosamente convinto a seguirmi nel corso di quest'anno. Quelle che a forza di post su post si erano decise a leggermi in modo più o meno stabile mi abbiano ormai dato per dispersa o bloggalmente morta e siano volati verso pagine più fertili.
Non ho scuse.
Solo un piattume cerebrale condito da un'insana sensazione di "ma cosa ho da dire" che mi ha lasciato senza parole.
E pensare che aspettavo il Natale per condire il blog di post dal sapore festoso... è da maggio che penso ai regali di Natale, quali si quali no... i nostri in e out insomma... e invece? Il nulla!!
Prometto di rimediare. E questo post è per dire che: SI sono tornata!
Come prima cosa il Blog Candy. Abbandonato a se stesso ormai 1000 giorni fa. Perchè? Lo confesso: perché la cosa mi ha spiazzato. Pensavo fosse un modo per ringraziare chi mi segue da tanto, un modo per trovare magari nuovi amici, che, anche se non sono più vittima delle statistiche come avevo già raccontato, fanno sempre piacere. Ma mi sono resa conto che è una cosa vuota, mentre vedevo le persone iscriversi, commentare e condividere, mi sono chiesta a quante, di loro, interessava davvero chi ero e cosa scrivevo. Sono quella delle paranoie, e a volte più di altre.
Ma lo faccio. Faccio l'estrazione, e incrocio le dita perchè sia una di voi a vincere. In modo da poter fare un pensiero davvero con il cuore (pensiero che, per inciso, non ho ancora idea di cosa sarà)
E' un periodo strano questo. E forse questo ha inciso con il mio lungo silenzio. Siamo agli sgoccioli, ancora un mese, e il mio anno sabbatico, il mio anno di "ma chissenefrega di tutto tanto ho la disoccupazione è quasi finito. E poi? E poi che si fa? Ho buttato tante basi, tanti progetti, ma nulla di concreto e questo mi spaventa un sacco. Che si fa? che succede ora? Ecco mi arrovello su questi pensieri e non trovo una soluzione. Oggi fuori dalla materna mi sono trovata parlare con altre 3 mamme, tutte e 3 precarie, tutte e 3 nella scuola. Parlavano della difficoltà della situazione, del fatto che, nonostante tutti gli anni il lavoro arriva, non sanno mai dove,ne con che orario. Una raccontava di quanto ha dovuto battagliare per ottenere di finire alle 16.30 mentre l'orario che le avevano proposto sarebbe stato fino alle 17.30. Lo ha ottenuto. Perchè è riuscita a far valere i suoi diritti.
Mi sono chiesta allora dove stanno i diritti di chi lavora nel privato. Di chi se ha un lavoro se lo deve tenere stretto anche a costo di finire alle 7 di sera, o come la mamma dell'amichetta della Tiranna di lavorare su 3 turni, sabati e domeniche comprese.
Ecco non mi sono sentita particolarmente solidale con chi finisce alle 16.30 perchè ha dei diritti da far valere.
Con questo non dico che sia bello essere precari. Dico solo che c'è di peggio.. c'è stare a casa e non avere idea di dove sbattere la testa.
Martedì sono stata alla festa di Natale della Tiranna. Ho sgomitato per una postazione in prima fila, da cui con il cuore gonfio di orgoglio ho guardato la mia cucciola che cantava della canzono natalizie sconosciute al resto del mondo. Vedere i suoi occhioni azzurri pieni di stupore che ci cercavano in mezzo a quella folla di genitori commossi è stato struggente. Mancava poco che mi alzassi per dirle "sono qui amore!!!!"
Ieri sera invece festa al nido. Ho realizzato nel pomeriggio, mentre mangiavo un pezzo di pasta della pizza con salsiccia e philadelphia (avanzo della dietetica cena della sera prima) che sarebbe stata l'ultima. L'ultima festa di Natale al nido a cui avrei assistito.
Che siano gli ormoni che mi hanno fatto singhiozzare mentre narravo a L. tutte le cose che sarebbero passate e mai tornate, non è dato sapere. Solo il monologo è terminato con la certezza che un giorno, avrebbero passato il natale con i loro rispettivi suoceri.
Ma da quand'è che il Natale mi mette malinconia?
A presto, lo prometto!!
Credo che tutte le persone che avevo faticosamente convinto a seguirmi nel corso di quest'anno. Quelle che a forza di post su post si erano decise a leggermi in modo più o meno stabile mi abbiano ormai dato per dispersa o bloggalmente morta e siano volati verso pagine più fertili.
Non ho scuse.
Solo un piattume cerebrale condito da un'insana sensazione di "ma cosa ho da dire" che mi ha lasciato senza parole.
E pensare che aspettavo il Natale per condire il blog di post dal sapore festoso... è da maggio che penso ai regali di Natale, quali si quali no... i nostri in e out insomma... e invece? Il nulla!!
Prometto di rimediare. E questo post è per dire che: SI sono tornata!
Come prima cosa il Blog Candy. Abbandonato a se stesso ormai 1000 giorni fa. Perchè? Lo confesso: perché la cosa mi ha spiazzato. Pensavo fosse un modo per ringraziare chi mi segue da tanto, un modo per trovare magari nuovi amici, che, anche se non sono più vittima delle statistiche come avevo già raccontato, fanno sempre piacere. Ma mi sono resa conto che è una cosa vuota, mentre vedevo le persone iscriversi, commentare e condividere, mi sono chiesta a quante, di loro, interessava davvero chi ero e cosa scrivevo. Sono quella delle paranoie, e a volte più di altre.
Ma lo faccio. Faccio l'estrazione, e incrocio le dita perchè sia una di voi a vincere. In modo da poter fare un pensiero davvero con il cuore (pensiero che, per inciso, non ho ancora idea di cosa sarà)
E' un periodo strano questo. E forse questo ha inciso con il mio lungo silenzio. Siamo agli sgoccioli, ancora un mese, e il mio anno sabbatico, il mio anno di "ma chissenefrega di tutto tanto ho la disoccupazione è quasi finito. E poi? E poi che si fa? Ho buttato tante basi, tanti progetti, ma nulla di concreto e questo mi spaventa un sacco. Che si fa? che succede ora? Ecco mi arrovello su questi pensieri e non trovo una soluzione. Oggi fuori dalla materna mi sono trovata parlare con altre 3 mamme, tutte e 3 precarie, tutte e 3 nella scuola. Parlavano della difficoltà della situazione, del fatto che, nonostante tutti gli anni il lavoro arriva, non sanno mai dove,ne con che orario. Una raccontava di quanto ha dovuto battagliare per ottenere di finire alle 16.30 mentre l'orario che le avevano proposto sarebbe stato fino alle 17.30. Lo ha ottenuto. Perchè è riuscita a far valere i suoi diritti.
Mi sono chiesta allora dove stanno i diritti di chi lavora nel privato. Di chi se ha un lavoro se lo deve tenere stretto anche a costo di finire alle 7 di sera, o come la mamma dell'amichetta della Tiranna di lavorare su 3 turni, sabati e domeniche comprese.
Ecco non mi sono sentita particolarmente solidale con chi finisce alle 16.30 perchè ha dei diritti da far valere.
Con questo non dico che sia bello essere precari. Dico solo che c'è di peggio.. c'è stare a casa e non avere idea di dove sbattere la testa.
Martedì sono stata alla festa di Natale della Tiranna. Ho sgomitato per una postazione in prima fila, da cui con il cuore gonfio di orgoglio ho guardato la mia cucciola che cantava della canzono natalizie sconosciute al resto del mondo. Vedere i suoi occhioni azzurri pieni di stupore che ci cercavano in mezzo a quella folla di genitori commossi è stato struggente. Mancava poco che mi alzassi per dirle "sono qui amore!!!!"
Ieri sera invece festa al nido. Ho realizzato nel pomeriggio, mentre mangiavo un pezzo di pasta della pizza con salsiccia e philadelphia (avanzo della dietetica cena della sera prima) che sarebbe stata l'ultima. L'ultima festa di Natale al nido a cui avrei assistito.
Che siano gli ormoni che mi hanno fatto singhiozzare mentre narravo a L. tutte le cose che sarebbero passate e mai tornate, non è dato sapere. Solo il monologo è terminato con la certezza che un giorno, avrebbero passato il natale con i loro rispettivi suoceri.
Ma da quand'è che il Natale mi mette malinconia?
A presto, lo prometto!!
lunedì 14 novembre 2011
Vivo...è?
So che oramai mi stavate dando per dispersa...
E a dire il vero pure io ero quasi tentata di lanciare segnaletiche luminose per ritrovarmi....
Dove sono stata?
Vorrei dire che ho fatto un lungo viaggio introspettivo alla ricerca di me stessa, la realtà è che ogni attimo libero è stato dedicato all' "altro".
Avevo promesso che avrei postato qualche articolo della mia nuova rubrica, eccolo:
Qui questo non mi fa impazzire, ci stavo prendendo le misure.... a detta di L. è decisamente troppo abbottonato!
qui presentazione di una serata per un ciclo di incontri con "esperto"
e qui Questo mi piacedi più, ho slacciato la camicia e ho scritto quello che pensavo, è più nelle mie corde!
gli altri, a breve, arrivano!
Ho in testa tanti argomenti... Adozione, inseminazione artificiale, rapporto con genitori e nonni, strutture, servizi, cartoni animati ieri e oggi... e poi? Interviste... un paio le ho già concordate, per le altre ci sto pensando....
Insomma sono gasatissima!!
E a dire il vero pure io ero quasi tentata di lanciare segnaletiche luminose per ritrovarmi....
Dove sono stata?
Vorrei dire che ho fatto un lungo viaggio introspettivo alla ricerca di me stessa, la realtà è che ogni attimo libero è stato dedicato all' "altro".
Avevo promesso che avrei postato qualche articolo della mia nuova rubrica, eccolo:
Qui questo non mi fa impazzire, ci stavo prendendo le misure.... a detta di L. è decisamente troppo abbottonato!
qui presentazione di una serata per un ciclo di incontri con "esperto"
e qui Questo mi piacedi più, ho slacciato la camicia e ho scritto quello che pensavo, è più nelle mie corde!
gli altri, a breve, arrivano!
Ho in testa tanti argomenti... Adozione, inseminazione artificiale, rapporto con genitori e nonni, strutture, servizi, cartoni animati ieri e oggi... e poi? Interviste... un paio le ho già concordate, per le altre ci sto pensando....
Insomma sono gasatissima!!
domenica 23 ottobre 2011
Tempo buttato.
L'altro giorno,colta da quella che pensavo fosse una rivelazione mistica, ho scritto una mail al direttore del quotidiano on-line per cui scrivo dicendogli che mi piacerebbe, con il suo benestare, scrivere un articolo su Chico Forti.
Chi mi conosce su face forse ha notato che da qualche tempo posto un sacco di cose sul suo caso. Per chi non lo conoscesse, è un trentino in carcere da 12 anni in Florida, condannato all'ergastolo per un omicidio che non ha commesso.
Basta cercare su internet trovate tutte le notizie che volete, è inutile che le scrivo qui io.
Ora l'altro giorno L. mi guarda con la faccia piena di schiuma da barba e mi chiede "Ma perchè questa cosa ti sta prendendo così tanto?"
Lo ho guardato, credo, come si guarda un alieno "Perchè è in carcere, gli hanno portato via tutto"
A me questa cosa, giuro, mi fa uscire di testa, il tempo buttato, pensare che una persona è stata derubata della sua libertà, del tuo tempo, della sua vita.
Ha 3 figli fuori, che da 12 anni non vede, e mi chiedo come, in un paese che si professa civilizzato, possono succedere cose del genere.
Non ci sono prove. Eppure lui è in carcere.
E' meglio qui in Italia? Dove, anche con tutte le prove del mondo ti mandano fuori dopo qualche anno per buona condotta?
E così è una settimana che sono alle prese con un articolo che non so come scrivere.
Ho provato a contattare gli amministratori della sua pagina su face, ma non ho ricevuto risposta... mi chiedo cosa pensavo, che tutti fossero li ad aspettare me.....
Insomma ho qualcosa da dire, ho qualcuno che aspetta che dica qualcosa perché ho detto che posso, e il cervello è una tabula rasa attraversata dal nulla della Storia Infinita.
No, perché io ho un pessimo rapporto con tante cose, e una cosa che proprio mi da fastidio è il "tempo buttato".
Che sia tempo buttato per colpa di altri, o per colpa nostra.
Le persone che si lamentano e non fanno nulla per cambiare le cose mi irritano.
Non sopporto che passa anni a lamentarsi di una storia che non va. E non riesce a rompere.
Non sopporto chi si lamenta del lavoro, e non cerca di cambiarlo. O si trova un hobby, o qualsiasi altra cosa.
Non sopporto le persone passive perché mi ricordano che il tempo non va buttato.
Perchè non sai cosa potrà succedere domani.
Non sai se avrai ancora la voglia, la libertà, la gioia e la vita.
Oggi l'umore è piazzato stabile sui nuvoloni neri, perchè anche se non ho mai seguito il moto mondiale, e a mala pena so cosa siano delle moto (2 ruote, un motore, un casco) sapevo chi era Marco Simoncelli, perchè il suo faccione che si volesse o no compariva un po' ovunque, e mi stava pure simpatico.
E poi quando muore un ragazzo mi rimane un vuoto dentro, anche se non lo conoscevo. Perchè il tempo finito troppo presto mi ricorda che sto buttando il mio.
Quindi questo post è per tutte le persone che hanno perso il loro tempo.
E per tutte quelle che stanno buttando il loro tempo, basta, è ora di voltare pagina....
Chi mi conosce su face forse ha notato che da qualche tempo posto un sacco di cose sul suo caso. Per chi non lo conoscesse, è un trentino in carcere da 12 anni in Florida, condannato all'ergastolo per un omicidio che non ha commesso.
Basta cercare su internet trovate tutte le notizie che volete, è inutile che le scrivo qui io.
Ora l'altro giorno L. mi guarda con la faccia piena di schiuma da barba e mi chiede "Ma perchè questa cosa ti sta prendendo così tanto?"
Lo ho guardato, credo, come si guarda un alieno "Perchè è in carcere, gli hanno portato via tutto"
A me questa cosa, giuro, mi fa uscire di testa, il tempo buttato, pensare che una persona è stata derubata della sua libertà, del tuo tempo, della sua vita.
Ha 3 figli fuori, che da 12 anni non vede, e mi chiedo come, in un paese che si professa civilizzato, possono succedere cose del genere.
Non ci sono prove. Eppure lui è in carcere.
E' meglio qui in Italia? Dove, anche con tutte le prove del mondo ti mandano fuori dopo qualche anno per buona condotta?
E così è una settimana che sono alle prese con un articolo che non so come scrivere.
Ho provato a contattare gli amministratori della sua pagina su face, ma non ho ricevuto risposta... mi chiedo cosa pensavo, che tutti fossero li ad aspettare me.....
Insomma ho qualcosa da dire, ho qualcuno che aspetta che dica qualcosa perché ho detto che posso, e il cervello è una tabula rasa attraversata dal nulla della Storia Infinita.
No, perché io ho un pessimo rapporto con tante cose, e una cosa che proprio mi da fastidio è il "tempo buttato".
Che sia tempo buttato per colpa di altri, o per colpa nostra.
Le persone che si lamentano e non fanno nulla per cambiare le cose mi irritano.
Non sopporto che passa anni a lamentarsi di una storia che non va. E non riesce a rompere.
Non sopporto chi si lamenta del lavoro, e non cerca di cambiarlo. O si trova un hobby, o qualsiasi altra cosa.
Non sopporto le persone passive perché mi ricordano che il tempo non va buttato.
Perchè non sai cosa potrà succedere domani.
Non sai se avrai ancora la voglia, la libertà, la gioia e la vita.
Oggi l'umore è piazzato stabile sui nuvoloni neri, perchè anche se non ho mai seguito il moto mondiale, e a mala pena so cosa siano delle moto (2 ruote, un motore, un casco) sapevo chi era Marco Simoncelli, perchè il suo faccione che si volesse o no compariva un po' ovunque, e mi stava pure simpatico.
E poi quando muore un ragazzo mi rimane un vuoto dentro, anche se non lo conoscevo. Perchè il tempo finito troppo presto mi ricorda che sto buttando il mio.
Quindi questo post è per tutte le persone che hanno perso il loro tempo.
E per tutte quelle che stanno buttando il loro tempo, basta, è ora di voltare pagina....
domenica 16 ottobre 2011
Cosa bolle in pentola...
Allora, che sia chiaro... non è che sono tra quelli che dicono le cose a metà, se la tirano, e alla fine rullo di tamburi... e TAAA TAAAN lanciano la botta!
E' che ci ho messo un bel po' a metabolizzare la cosa... NO! Non sto parlando del libro...
Lui è li che aspetta, fiducioso che l'editor decida di promuovere o bocciare le mie 20 pagine! (A chiunque voglia accendere un cero, interpellare un santone, leggere le stelle, pregare qualche divinità estinta o qualsiasi altra cosa che possa aiutare, GRAZIE!!! l'attesa mi sta logorando i nervi!)
Sto parlando di questo. Nensi e Ilaria me lo hanno chiesto "ma di cosa stai parlando??"(e io non ho risposto, scusate tesori stavo raccogliendo pensieri e idee)
Ecco stavo parlando di questo .
Ecco, insomma perchè "pare" e dico "pare" perchè ancora non sono ancora del tutto convinta che sia vero, che scriverò una rubrica sulla famiglia su questo quotidiano on line.
In rete gira ormai da qualche tempo dal 2006, ma ora si sta rimodernando, nuova grafica, nuovo stile, e appunto, nuove rubriche.
Un giorno LaMiaCuginetta mi scrive: "Guarda che qui cercano qualcuno per delle rubriche guarda un po' se ti interessa."
Guardo no? Ci saranno mica dubbi?
Musica, animali, cucina... politica, libri, tempo libero.....
E la famiglia??? Dov'è la famiglia?
Caro Adigetto, Ho visto che cercate collaboratori, ecco e la famiglia dove la mettete la famiglia?? Bambini, parchi, pannolini, infrastrutture... Depressione, parto, ospedali e tutte quelle cose li?
Non abbiamo pensato a tutto, comunque bella idea! La rubrica è tua!
No, piano! Insomma la rubrica è mia? Ma che il mondo si sta rivoltando? Così su 2 piedi?
Mi trattengo dal chiedere come va con la tossicodipendenza, e la prendo per buona, ci sentiamo più avanti per fissare un appuntamento.
Seeee. Accantono la cosa e procedo con la mia vita.
Messaggio: Cara, ci possiamo vedere per definire la cosa? Dimmi quando sei disponibile.
Non rispondo subito. Aspetto e metabolizzo, metabolizzo e aspetto, decido che è una cavolata e non voglio chiamare, poi la curiosità prende il sopravvento.
E chiamo.
Dopo un paio di giorni l'incontro, ci si vede, si parla, mi convince.
Per qualche ora.
Poi di nuovo dubbi tanti dubbi troppi dubbi.
E una serata che mi aspetta per conoscere i miei futuri colleghi.
I dubbi li ho descritti. Ma sono andata.
I miei colleghi erano li. E erano veri. E avevano i miei dubbi. E questo ha reso tutto più vero. Con alcuni ho scambiato 2 parole, con altri solo un saluto. Me ne sono stata molto sulle mie. Ma con un paio è nato subito un feeling, con una ragazza (che siamo tutte ragazze è!!! Mai dire il contrario!!) sta nascendo già una bella amicizia.
Ma più di tutto erano un gruppo di estranei, che non conoscevo.
Poi è nata l'idea di una cena tutti insieme, per conoscersi e per fare gruppo.
Ancora dubbi..
Andare? Non andare? e che faccio che non conosco nessuno?
Ma non volevo rimanere indietro. Ringrazio la mia cara collega (collega qui, collega mamma e collega tra le mamme per le mamme) che ha fatto il viaggio con me. Mica potevo tirare pacco se ero in parola con lei.
E siamo arrivate al ristorante. Serata tra pesce e musica dal vivo.
Grande tavolata e noi le ultime arrivate (facciamoci riconoscere fin da subito per togliere ogni dubbio)
Salutiamo tutti, posti liberi in fondo vicino alla porta, vicino a 2 sconosciuti..
Emmmh piacere Stefy
Ciao piacere (nebbia... ormai non mi sforzo neanche più di ricordare un nome al primo colpo)
Piacere (nebbiaaaaaaa)
Io e la collega ci guardiamo e questi? Il nostro sguardo la dice lunga.
Siete anche voi colleghe?
Emmh si questo è il nostro tavolo e voi?
Ah noi no! siamo amici di C.
Ah beh mi pare chiaro, siamo qui per conoscere i nostri colleghi e siamo sedute vicino agli amici di C.
Parliamo tra di noi, a colpi ci capita vicino qualcuno per scambiare 2 parole. A volte ci spostiamo noi. Siamo la sede distaccata in trasferta che ogni tanto tiene rapporti con la base.
Poi la base ci chiama, ci trova 2 posti tra quelli che diventeranno nostri amici e andiamo, di corsa... Sia mai che il treno parta senza di noi.
E li si comincia li conosco sul serio, non tutti alcuni, ma ci stiamo lavorando sopra. E mi piacciono davvero, perchè non ho capito come ci sono finita in mezzo a tante belle persone (Insomma dai QUASI tutti simpatici :)) se passi di qui e te lo stai chiedendo SI esatto! Tu!)
E mi piace. Perchè mi sono sentita parte di un gruppo come non mi capitava da tanto.
Mi sono talmente abituata ad essere la mamma della Tiranna e del Vichingo che a volte mi dimentico che posso essere semplicemente io.
E nel giro di un paio d'ore sono stata classificata "caso clinico" e "pagliaccio" che non è male per una che poi qualche volta vorrebbe anche essere presa sul serio. Ma poi cade la maschera e resta quello che sono.
Poi mi si chiede "ma ti pagano" e li mi casca il palco, mi sento di giustificare una scelta, perchè no, per il momento no. Ma la verità è che ci credo e ci provo. Ho uno spazio, e questo è già tanto. Poi arriverà il resto. Se lo merito ma questo dipenderà solo da me.
Ora sono li. Le occasioni le ho colte. Basta sfruttarle.
E in pentola bolle anche altro. Ma ne parlerò quando avrò le idee un po' più chiare, per ora è solo l'embrione.
PS. I dialoghi non sono fedeli all'originale, ma rendono l'idea..
E' che ci ho messo un bel po' a metabolizzare la cosa... NO! Non sto parlando del libro...
Lui è li che aspetta, fiducioso che l'editor decida di promuovere o bocciare le mie 20 pagine! (A chiunque voglia accendere un cero, interpellare un santone, leggere le stelle, pregare qualche divinità estinta o qualsiasi altra cosa che possa aiutare, GRAZIE!!! l'attesa mi sta logorando i nervi!)
Sto parlando di questo. Nensi e Ilaria me lo hanno chiesto "ma di cosa stai parlando??"(e io non ho risposto, scusate tesori stavo raccogliendo pensieri e idee)
Ecco stavo parlando di questo .
Ecco, insomma perchè "pare" e dico "pare" perchè ancora non sono ancora del tutto convinta che sia vero, che scriverò una rubrica sulla famiglia su questo quotidiano on line.
In rete gira ormai da qualche tempo dal 2006, ma ora si sta rimodernando, nuova grafica, nuovo stile, e appunto, nuove rubriche.
Un giorno LaMiaCuginetta mi scrive: "Guarda che qui cercano qualcuno per delle rubriche guarda un po' se ti interessa."
Guardo no? Ci saranno mica dubbi?
Musica, animali, cucina... politica, libri, tempo libero.....
E la famiglia??? Dov'è la famiglia?
Caro Adigetto, Ho visto che cercate collaboratori, ecco e la famiglia dove la mettete la famiglia?? Bambini, parchi, pannolini, infrastrutture... Depressione, parto, ospedali e tutte quelle cose li?
Non abbiamo pensato a tutto, comunque bella idea! La rubrica è tua!
No, piano! Insomma la rubrica è mia? Ma che il mondo si sta rivoltando? Così su 2 piedi?
Mi trattengo dal chiedere come va con la tossicodipendenza, e la prendo per buona, ci sentiamo più avanti per fissare un appuntamento.
Seeee. Accantono la cosa e procedo con la mia vita.
Messaggio: Cara, ci possiamo vedere per definire la cosa? Dimmi quando sei disponibile.
Non rispondo subito. Aspetto e metabolizzo, metabolizzo e aspetto, decido che è una cavolata e non voglio chiamare, poi la curiosità prende il sopravvento.
E chiamo.
Dopo un paio di giorni l'incontro, ci si vede, si parla, mi convince.
Per qualche ora.
Poi di nuovo dubbi tanti dubbi troppi dubbi.
E una serata che mi aspetta per conoscere i miei futuri colleghi.
I dubbi li ho descritti. Ma sono andata.
I miei colleghi erano li. E erano veri. E avevano i miei dubbi. E questo ha reso tutto più vero. Con alcuni ho scambiato 2 parole, con altri solo un saluto. Me ne sono stata molto sulle mie. Ma con un paio è nato subito un feeling, con una ragazza (che siamo tutte ragazze è!!! Mai dire il contrario!!) sta nascendo già una bella amicizia.
Ma più di tutto erano un gruppo di estranei, che non conoscevo.
Poi è nata l'idea di una cena tutti insieme, per conoscersi e per fare gruppo.
Ancora dubbi..
Andare? Non andare? e che faccio che non conosco nessuno?
Ma non volevo rimanere indietro. Ringrazio la mia cara collega (collega qui, collega mamma e collega tra le mamme per le mamme) che ha fatto il viaggio con me. Mica potevo tirare pacco se ero in parola con lei.
E siamo arrivate al ristorante. Serata tra pesce e musica dal vivo.
Grande tavolata e noi le ultime arrivate (facciamoci riconoscere fin da subito per togliere ogni dubbio)
Salutiamo tutti, posti liberi in fondo vicino alla porta, vicino a 2 sconosciuti..
Emmmh piacere Stefy
Ciao piacere (nebbia... ormai non mi sforzo neanche più di ricordare un nome al primo colpo)
Piacere (nebbiaaaaaaa)
Io e la collega ci guardiamo e questi? Il nostro sguardo la dice lunga.
Siete anche voi colleghe?
Emmh si questo è il nostro tavolo e voi?
Ah noi no! siamo amici di C.
Ah beh mi pare chiaro, siamo qui per conoscere i nostri colleghi e siamo sedute vicino agli amici di C.
Parliamo tra di noi, a colpi ci capita vicino qualcuno per scambiare 2 parole. A volte ci spostiamo noi. Siamo la sede distaccata in trasferta che ogni tanto tiene rapporti con la base.
Poi la base ci chiama, ci trova 2 posti tra quelli che diventeranno nostri amici e andiamo, di corsa... Sia mai che il treno parta senza di noi.
E li si comincia li conosco sul serio, non tutti alcuni, ma ci stiamo lavorando sopra. E mi piacciono davvero, perchè non ho capito come ci sono finita in mezzo a tante belle persone (Insomma dai QUASI tutti simpatici :)) se passi di qui e te lo stai chiedendo SI esatto! Tu!)
E mi piace. Perchè mi sono sentita parte di un gruppo come non mi capitava da tanto.
Mi sono talmente abituata ad essere la mamma della Tiranna e del Vichingo che a volte mi dimentico che posso essere semplicemente io.
E nel giro di un paio d'ore sono stata classificata "caso clinico" e "pagliaccio" che non è male per una che poi qualche volta vorrebbe anche essere presa sul serio. Ma poi cade la maschera e resta quello che sono.
Poi mi si chiede "ma ti pagano" e li mi casca il palco, mi sento di giustificare una scelta, perchè no, per il momento no. Ma la verità è che ci credo e ci provo. Ho uno spazio, e questo è già tanto. Poi arriverà il resto. Se lo merito ma questo dipenderà solo da me.
Ora sono li. Le occasioni le ho colte. Basta sfruttarle.
E in pentola bolle anche altro. Ma ne parlerò quando avrò le idee un po' più chiare, per ora è solo l'embrione.
PS. I dialoghi non sono fedeli all'originale, ma rendono l'idea..
venerdì 7 ottobre 2011
Chi è questo? e Dove sono le chiavi?
Passo a giornata piena di fantasiosi spunti per un post, la sera quando finalmente riesco a mettermi davanti al pc....... il nulla.... ma non il nulla della Storia Infinita che qua e la ha bagliori di luce a cui appigliarsi per far risplendere tutto.... no solo nulla....
Sarà che da ieri, ho un pensiero fisso in testa, che ronza, arriva si posa, lo scaccio e ritorna... Ecco nel mio nulla c'è una mosca e quella mosca mi sussurra
"Ma solo tu non fino a ieri non avevi idea di chi fosse Steve Jobs?"
"Zitta mosca! Un po' di rispetto!"
"Si ma tutti lo piangono era un genio e tu che pensi?"
"Ecco penso che si è fatto tutto sommato una bella vita, da quello che sono riuscita a capire dai vari commenti, che ha fatto un sacco di cose belle.... che era una specie di grande genio ma anche un grande uomo!!"
"Ecco giusto! E tu non lo conoscevi, non ti sei mai posta il problema di chi fosse? Perchè adesso non posti una sua frase o una sua foto o un suo discorso.... o unsuo non so che come tutto il resto della rete?"
"Perchè mi sembra una cosa ipocrita...."
"Ma che complicata che la fai!"
"Si perchè ogni giorno muoiono persone, grandi uomini se sono fortunati, vecchi grandi uomini, se sono meno fortunati giovani o piccoli grandi uomini e nessuno ne parla! Quindi taci mosca fastidiosa! Mi dispiace per lui... M non ho intenzione di perdere tempo a dispiacermi per uno che per quanto grande ha vissuto la vita che voleva.... quindi taci!!"
Ecco... quando i sassolini si tolgono fa meno male.....
Ecco, se io dovessi morire domani, (nooooo tiè via sciòòòòòòòòòòòòò, corna, sputi e poi???) la frase che circolerebbe su internet sarebbe "Dove ho messo le chiavi?" alternata da un "il cellulare? credo sia a casa... forse... se non lo ho perso...." per inciso non ho mai perso ne il cellulare ne le chiavi (in compenso un sacco di altre cose si) ma hanno l'abitudine a cacciarsi nel posti più impensabili della casa...
Una mattina non trovavo le chiavi di casa, avevo fretta, i nani erano gia vestiti... cerco nella borsa, cerco nel mobile cerco nel giochi (una volta erano dietro la tenda del soggiorno, ma sono quasi sicura di non averle messe io la) ricerco nella borsa, svoltolo casa... e... colta da illuminazione penso che magari sono in macchina! Ovvio no? vado sul balcone, alla ricerca di qualcuno che possa controllare... nessuno... esce dalla casa di fronte una signora che porta a passeggio i cani!
"Scusiiiiiii!"
"Eh?"
"Scusa lo so che è una richiesta strana, ma mi potresti guardare in macchina se ho lasciato le chiavi? In caso sono sul sedile davanti del passeggero!"
"Non capisco!"
Ah beh si povera! Non è italiana!
"Scusa! PUOI VEDERE SE CI SONO DELLE CHIAVI, IN MACCHINA?"
"Non capisco"
Si beh bella! Ok che sei austriaca o giu di li, ma vivi qui di fronte a me da 3 anni ormai!"
"C.H.I.A.V.I. I.N. M.A.C.C.H.I.N.A. V.E.D.I.?" Mi trattengo a stento dal dire STOP ma non capirebbe e mi farebbe altre domande...
Ci metto mezz'ora per farle capire che le chiavi non sono sotto la macchina, ne sul sedile dietro, ne nel cofano... mi arrendo....
Rientro in casa, apro la borsa e le chiavi sono li... che mi guardano.... e l'ho svoltolata 4 volte! dovecazzo si nascondono le cose????
E mi capita più o meno tutti i giorni, 3-4 volte al giorno, le abbandono sul fasciatoio al nido, sul tavolo a casa di amici.....
a casa dei miei una volta ho messo il cellulare dietro la radio, dio solo sa a cosa stavo pensando.... per fortuna che almeno quello suona... se non è scarico, o se non ha il silenzioso attivato....
ps... il disegno non potevo evitarmelo!!!!
Sarà che da ieri, ho un pensiero fisso in testa, che ronza, arriva si posa, lo scaccio e ritorna... Ecco nel mio nulla c'è una mosca e quella mosca mi sussurra
"Ma solo tu non fino a ieri non avevi idea di chi fosse Steve Jobs?"
"Zitta mosca! Un po' di rispetto!"
"Si ma tutti lo piangono era un genio e tu che pensi?"
"Ecco penso che si è fatto tutto sommato una bella vita, da quello che sono riuscita a capire dai vari commenti, che ha fatto un sacco di cose belle.... che era una specie di grande genio ma anche un grande uomo!!"
"Ecco giusto! E tu non lo conoscevi, non ti sei mai posta il problema di chi fosse? Perchè adesso non posti una sua frase o una sua foto o un suo discorso.... o unsuo non so che come tutto il resto della rete?"
"Perchè mi sembra una cosa ipocrita...."
"Ma che complicata che la fai!"
"Si perchè ogni giorno muoiono persone, grandi uomini se sono fortunati, vecchi grandi uomini, se sono meno fortunati giovani o piccoli grandi uomini e nessuno ne parla! Quindi taci mosca fastidiosa! Mi dispiace per lui... M non ho intenzione di perdere tempo a dispiacermi per uno che per quanto grande ha vissuto la vita che voleva.... quindi taci!!"
Ecco... quando i sassolini si tolgono fa meno male.....
Ecco, se io dovessi morire domani, (nooooo tiè via sciòòòòòòòòòòòòò, corna, sputi e poi???) la frase che circolerebbe su internet sarebbe "Dove ho messo le chiavi?" alternata da un "il cellulare? credo sia a casa... forse... se non lo ho perso...." per inciso non ho mai perso ne il cellulare ne le chiavi (in compenso un sacco di altre cose si) ma hanno l'abitudine a cacciarsi nel posti più impensabili della casa...
Una mattina non trovavo le chiavi di casa, avevo fretta, i nani erano gia vestiti... cerco nella borsa, cerco nel mobile cerco nel giochi (una volta erano dietro la tenda del soggiorno, ma sono quasi sicura di non averle messe io la) ricerco nella borsa, svoltolo casa... e... colta da illuminazione penso che magari sono in macchina! Ovvio no? vado sul balcone, alla ricerca di qualcuno che possa controllare... nessuno... esce dalla casa di fronte una signora che porta a passeggio i cani!
"Scusiiiiiii!"
"Eh?"
"Scusa lo so che è una richiesta strana, ma mi potresti guardare in macchina se ho lasciato le chiavi? In caso sono sul sedile davanti del passeggero!"
"Non capisco!"
Ah beh si povera! Non è italiana!
"Scusa! PUOI VEDERE SE CI SONO DELLE CHIAVI, IN MACCHINA?"
"Non capisco"
Si beh bella! Ok che sei austriaca o giu di li, ma vivi qui di fronte a me da 3 anni ormai!"
"C.H.I.A.V.I. I.N. M.A.C.C.H.I.N.A. V.E.D.I.?" Mi trattengo a stento dal dire STOP ma non capirebbe e mi farebbe altre domande...
Ci metto mezz'ora per farle capire che le chiavi non sono sotto la macchina, ne sul sedile dietro, ne nel cofano... mi arrendo....
Rientro in casa, apro la borsa e le chiavi sono li... che mi guardano.... e l'ho svoltolata 4 volte! dove
E mi capita più o meno tutti i giorni, 3-4 volte al giorno, le abbandono sul fasciatoio al nido, sul tavolo a casa di amici.....
a casa dei miei una volta ho messo il cellulare dietro la radio, dio solo sa a cosa stavo pensando.... per fortuna che almeno quello suona... se non è scarico, o se non ha il silenzioso attivato....
ps... il disegno non potevo evitarmelo!!!!
mercoledì 5 ottobre 2011
1000 volte si
Sabato mattina mi telefona mia mamma, sul presto che quasi mi sono anche preoccupata.
Pronto?
Ciao! Sono io!
Si beh chi vuoi che sia a quest'ora?? Ciao! Tutto bene?
Si si....
Allora????
Si è che c'è la mi amica R. che porta la nipotina G. sul lago per 2 giorni. Stavamo pensando che magari... anche noi... la Tiranna...
Vuoi portare la Tiranna per 2 giorni sul lago con R.?
Si beh ecco se a voi sta bene...
Se lo dico alla Tiranna tempo 15 secondo netti, pit stop veloce, e la trovo gia pronta lavata vestita e spettinata (non si può avere tutto...) sulla porta di casa.
Ehmm L. mandiamo la Tiranna 2 giorni al lago con i nonni? c'è anche l'amichetta G.!
E che te lo perdona se dici di no?
Tiranna vuoi andare con i nonni?
Pit stop iniziato!
Decisamente la seconda volta è più facile. Come quando li mandi al nido. Il primo giorno mi si spezzava il cuore, il secondo mi sentivo un po' in colpa, quelli successivi metabolizzi e tempo una settimana e il cuore si spezza quando il nido chiude.
La Sig.ra R, amica di mia mamma, non è altri che la mamma della mia amica Ro, la mia migliore amica dai tempi dell'asilo.
Leggende narrano che eravamo amiche di culla e che i nostri papà ci portavano a fare lunghe passeggiate insieme. Loro chiacchieravano, noi, protette nelle nostre carrozzine dormivamo beate. Non saprei dire se è vro, non melo ricordo. Ma posso garantire che ai tempi della materna eravamo un'unico cuore che batteva all'unisono, solo io e lei, lei e io. La mia migliore amica quella con cui litigavo un giorno si, e l'altro pure per poi fare la pace poco.
La Tiranna e l'amichetta G. sono state per quasi 2 giorni, 2 piccole noi. Hanno giocato, hanno riso, hanno litigato e si sono scambiate giocattoli.
La Tiranna mi ha detto gongolando che l'amichetta G. aveva paura di fare lo scivolo in piscina. La nonna mi ha raccontato che l'amichetta G. comandava e la Tiranna si è offesa. Tutto nella norma, un po' io un po' te.
I nonni per 2 giorni si sono sentiti un po' meno nonni e un po' più genitori. Guardando quelle 2 piccole noi che litigavano per far poi pace subito.
Noi genitori, abbiamo riassaporato per un po' la pace del figlio unico.
Cosa ci è saltato in mente, ci siamo chiesti.. senti che pace!
Poi la Tiranna è tornata, pretendendo coccole e attenzioni.
E lei e il Vichingo si sono abbracciati, una volta e poi due e poi tante.
E si sono inseguiti e hanno riso.
E così ci siamo risposti. Ecco perchè ne abbiamo due.
Questo post lo dedico a tutte le mie amiche mamme in dubbio sul secondo :) 100 volte no, per lo stress e la fatica, ma 1000 volte si per la gioia che riescono a trasmetterti!
E per i nonni... che se non ci fossero andrebbero inventati!
Pronto?
Ciao! Sono io!
Si beh chi vuoi che sia a quest'ora?? Ciao! Tutto bene?
Si si....
Allora????
Si è che c'è la mi amica R. che porta la nipotina G. sul lago per 2 giorni. Stavamo pensando che magari... anche noi... la Tiranna...
Vuoi portare la Tiranna per 2 giorni sul lago con R.?
Si beh ecco se a voi sta bene...
Se lo dico alla Tiranna tempo 15 secondo netti, pit stop veloce, e la trovo gia pronta lavata vestita e spettinata (non si può avere tutto...) sulla porta di casa.
Ehmm L. mandiamo la Tiranna 2 giorni al lago con i nonni? c'è anche l'amichetta G.!
E che te lo perdona se dici di no?
Tiranna vuoi andare con i nonni?
Pit stop iniziato!
Decisamente la seconda volta è più facile. Come quando li mandi al nido. Il primo giorno mi si spezzava il cuore, il secondo mi sentivo un po' in colpa, quelli successivi metabolizzi e tempo una settimana e il cuore si spezza quando il nido chiude.
La Sig.ra R, amica di mia mamma, non è altri che la mamma della mia amica Ro, la mia migliore amica dai tempi dell'asilo.
Leggende narrano che eravamo amiche di culla e che i nostri papà ci portavano a fare lunghe passeggiate insieme. Loro chiacchieravano, noi, protette nelle nostre carrozzine dormivamo beate. Non saprei dire se è vro, non melo ricordo. Ma posso garantire che ai tempi della materna eravamo un'unico cuore che batteva all'unisono, solo io e lei, lei e io. La mia migliore amica quella con cui litigavo un giorno si, e l'altro pure per poi fare la pace poco.
La Tiranna e l'amichetta G. sono state per quasi 2 giorni, 2 piccole noi. Hanno giocato, hanno riso, hanno litigato e si sono scambiate giocattoli.
La Tiranna mi ha detto gongolando che l'amichetta G. aveva paura di fare lo scivolo in piscina. La nonna mi ha raccontato che l'amichetta G. comandava e la Tiranna si è offesa. Tutto nella norma, un po' io un po' te.
I nonni per 2 giorni si sono sentiti un po' meno nonni e un po' più genitori. Guardando quelle 2 piccole noi che litigavano per far poi pace subito.
Noi genitori, abbiamo riassaporato per un po' la pace del figlio unico.
Cosa ci è saltato in mente, ci siamo chiesti.. senti che pace!
Poi la Tiranna è tornata, pretendendo coccole e attenzioni.
E lei e il Vichingo si sono abbracciati, una volta e poi due e poi tante.
E si sono inseguiti e hanno riso.
E così ci siamo risposti. Ecco perchè ne abbiamo due.
Questo post lo dedico a tutte le mie amiche mamme in dubbio sul secondo :) 100 volte no, per lo stress e la fatica, ma 1000 volte si per la gioia che riescono a trasmetterti!
E per i nonni... che se non ci fossero andrebbero inventati!
martedì 4 ottobre 2011
Anna staccato Lisa
Era una blogger. Come me, che si raccontava. Anche se la sua storia era diversa.
Io racconto delle mie lotte con 2 nani letargici, spesso disubbidienti, indubbiamente adorabili, allegri e un po' folli.
Lei raccontava la sua lotta contro il cancro. Che a perso.
Non è molto che leggevo il suo blog. Un vero inno alla vita, per quanto possa risultare un controsenso per qualcuno a cui la vita viene tolta poco a poco.
Ma questo era lei autoironica, come non lo sarò mai, irriverente, sincera e spiritosa.
E ora non c'è più. Il cancro ha vinto un'altra volta e si è portato via un'altra persona speciale.
Se qualcuno, tra chi legge ancora non l'avesse conosciuta, questa è lei: annastaccatolisa
La mia lista personale di persone che ho perso si sta allungando sempre di più. Si fermerà mai?
Io racconto delle mie lotte con 2 nani letargici, spesso disubbidienti, indubbiamente adorabili, allegri e un po' folli.
Lei raccontava la sua lotta contro il cancro. Che a perso.
Non è molto che leggevo il suo blog. Un vero inno alla vita, per quanto possa risultare un controsenso per qualcuno a cui la vita viene tolta poco a poco.
Ma questo era lei autoironica, come non lo sarò mai, irriverente, sincera e spiritosa.
E ora non c'è più. Il cancro ha vinto un'altra volta e si è portato via un'altra persona speciale.
Se qualcuno, tra chi legge ancora non l'avesse conosciuta, questa è lei: annastaccatolisa
La mia lista personale di persone che ho perso si sta allungando sempre di più. Si fermerà mai?
domenica 25 settembre 2011
Nel week end
Venerdì mattina
Amore.... vado non vado? vado non vado??
Fai un po' come credi!
Ma si da che allora vado!
Ok!
Passa un'ora.
Amore.... Ma sai che quasi quasi non vado?? E che faccio che orario... alle 19.00 i nani mangiano, il Vichingo è di cattivo umore, la Tiranna stressa.... Devono mangiare tu sei stanco, non ci sono mai....
Va bene allora stai a casa!
Sicuro? No perchè magari... no sai tu? Insomma ti rendi conto che magari è vero per davvero? Ma anche no vero??
E vai che ti togli il pensiero!
Si ma se poi.......
Ma se poi cosa? Se poi prendi la macchina e torni a casa no? Scrocchi 2 tartine e hai finito!
Si va che forse hai ragione... ma però magari se chiamo e dico che....
Che dici? vai e punto!!
Così sono uscita di casa, direzione parco, alle 16.00 del pomeriggio, jeans, maglietta, e canotta pseudo elegante in borsa, un po' lunga così copre il culo che se mi siedo per terra mi diventa tutto verde, Al parco con 2 nani non si sa mai.
E poi via di corsa alle 18.30.
Nani scaricati al volo al papy,
Maglietta cambiata al volo in macchina, che superman e la sua cabina mi fa un baffo.
E arrivo quasi a destinazione.
Per una viuzza mi perdo, le indicazioni danno di là. ma poi il nulla case... case.... e un camion della nettezza urbana.
Freno!
Scusa! Mi sai per caso dire dove trovo xxxxxxx
Mmmmmh non saprei ma là (e indica col dito) hanno parcheggiato persone abito da sera!
Ah allora è mio! Grazie!
Parcheggio.
Mi raggiunge il camion che continua il suo giro.
Allora trovato?
Si deve essere qui.... credo....
Bene! buona serata!
Fatemi gli auguri! Devo convincere delle persone che sono una ragazza seria!
Vai gioia!! (possibile che manco loro mi prendono sul serio???)
Grazie!! ciao!!!
e vado!
Non so cosa mi aspettavo di trovare.... ma insomma ero stupita persone vere, carine simpatiche.... cavolo pure troppo avanti.... e io mi sono sentita piccola piccola... ma insomma piccola piccola ma ci sono e questo è l'importante no? Voglio dire, è vero per davvero e io sono li.
Domenica.
Amore che si fa oggi allora?
Come chesi fa? non si va per la sala?
Si ma tu? La Tiranna? Il Vichingo?
Ma non avevo detto che la Tiranna veniva con te, e il Vichingo lo tenevo io?
Si ma però un po' mi scoccia, guarda la giornata... e tu? li prendi tutti e 2? Li tengo io e tu stai a casa? COsa preferisci?
Che prendi una decisione.
Si beh potremmo fare che ..e poi magari che.....
Alla fine sono andata io con la Tiranna.
I maschietti a casa. Macchina carica tipo profughi in viaggio.
L'amica Lu e L'amica MP che mi aspettano!
Ma che caspita di indicazioni dai? Cosa vuol dire "Arrivi alla fabbrica XX , girati verso le case trovi un cartello, scuola infanzia seguilo??" Presente che per le indicazioni si dice destra sinistra??
Presente che se devo dirti come fare soggiorno- bagno a casa mia finisce che fai a casa dai vicini a usare la tazza???
Per fortuna mio marito mi ha spiegato la strada!
Bene così ti seguo!
Chiedere indicazioni a me è sempre una garanzia....
Insomma pare che, siamo entrate per la prima volta nella nostra sala.
Giocattoli tanti, troppi....
Abbiamo anche la macchina del caffè, siamo troppo avanti, il nostro gruppo di mamme è mitico!!
A breve si inaugura e si entra per davvero!
Oggi abbiamo sondato il territorio, smistato giocattoli e definito alcune cose.
La Tiranna ha testato spazi e giochi e ha approvato.
Lo spazio è grande, troppo vuoto e rimbomba, servono mobili, librerie e cestoni, chi ne ha di inutilizzati???
giovedì 22 settembre 2011
per una sigaretta.....
Ricordo mio papà con la sigaretta in botta, ero piccola piccola, e lui era magro magro, alto e con i baffi neri neri. Poi il dottore gli ha detto che se fumava ancora rischiava un infarto, a preso il pacchetto lo ha stracciato e buttato. Ero piccolina avrò avuto 2 anni, ma lo ricordo con la sigaretta.
Quando ero una bambina, non avrò avuto 6 anni, ero sicura che fumare fosse sbagliato. Tanto sbagliato.
Sgridavo mia mamma che fumava, e le nascondevo le sigarette. "MAI!" tuonavo con la mia innocenza da bimba "Mai fumerò una sigaretta!" poi è arrivata ,'adolescenza e per me è stato un periodo buio quanto il medio evo. E ho iniziato a fumare. Non posso dire che mi piacesse, ma mi dava un tono; e la sigaretta in mano a una ragazza troppo occupata a essere arrabbiata con tutto e tutti per preoccuparsi della sua salute, ci stava proprio bene. Ero arrabbiata con i miei che non mi capivano, o forse mi capivano troppo e non mi lasciavano uscire, ero arrabbiata perchè non mi piaceva studiare, e ero arrabbiata perchè non avevo un ragazzo, e pensavo non lo avrei mai avuto.
Un ragazzo è arrivato, la scuola è finita, e ho iniziato a uscire come e quanto mi pareva. Ma ero sempre arrabbiata lo stesso.
E sono rimasta arrabbiata per un bel po' di anni, tra alti e bassi la sigaretta mi ha accompagnato fino ai 25 anni.
Ricordo gli occhi impestati in locali troppo fumosi, ricordo dita intirizzite per il freddo nelle giornate invernali. Ricordo risvegli con una bocca tanto impastata che mi chiedevo se sarei davvero riuscita ad aprirla.
Ricordo che nell'inverno 2004 una zia, la Zia M. quasi una mamma, ha iniziato a stare male.
Non si sapeva cosa fosse, all'inizio, poi si è scoperto, era cancro, e se la è portata via in pochi mesi. Io la ricordo con la sigaretta in mano. Ho capito che forse era arrivato il momento di smettere. Ma ero sempre troppo arrabbiata Se
Poi è arrivato L. che non fumava. Io ho smesso di essere arrabbiata, ho abbandonato il mio medioevo e ho fumato la mia ultima sigaretta, era il 9 settembre 2004 e io e L. stavamo insieme da esattamente 3 mesi.
E' stata una rivelazione, non svegliarsi più con la gola secca e la bocca impastata come se avessi cenato a colla, non avere più le dita ingiallite dal fumo, non avere più i vestiti che puzzano, non essere schiava dell'accendino, e non buttare via quei soldi in niente.
Ora mi è capitato di vedere
una mamma con in braccio una bimba piccola, tenuta tutta storta perchè una mano era occupata dalla sigaretta;
mamme con il pancione grande grande, e la sigaretta;
mamme che spingono la carrozzina e sorridono ai loro bimbi con la sigaretta in mano;
Ieri ho visto un ragazzino avrà avuto 12 anni e la sigaretta, camminava ingobbito verso la scuola.
E mi fa una rabbia.
Mi sono chiesta se la Tiranna e il Vichingo fumeranno, credo che ci proveranno, come proveranno a fare molto peggio.....
Gira poi voce che le sigarette sono pure aumentate, 20 cent al pacchetto??
Sta bene: no vi interessa della salute, non vi interessa dei soldi, non vi interessa l'impatto ambientale che hanno le sigarette, ma di regalare altri soldi allo stato... cazzo si che quello vi dovrebbe interessare!!!!!
lunedì 19 settembre 2011
Sogni... desideri... e altre utopie.
Non è male leggere le storie ai bambini. Oggi eravamo li, per terra sui cuscini. Libretti ovunque, tanti bimbi e qualche mamma. Li vicina... ad ascoltare.
A momenti andava bene, riuscivo a estraniarmi abbastanza da non notare le persone intorno.
A momenti no, le vedevo e mi si seccava la gola.
Le persone di solito non lo fanno, non si siedono sui tappeti, in una libreria a leggere libretti ai bambini. Lo fanno a casa, nella pace delle pareti domestiche.
Perchè a me è venuta l'idea di farlo li? Ecco bella domanda.
Perchè non farlo?
La motivazione principale, quella che ha mosso tutto è stata che mi pagavano, e in libri pure.... che diciamolo, per una che vive con un libro in mano da quando ha 8 anni è una gran cosa.
E poi, cosa non trascurabile, mi piace.
Mi piace leggere le storie ai bambini, mi piace raccontarle, inventarle e commentarle.
Mi piacciono le manine paffute che toccano i disegni, gli occhi sgranati dalla meraviglia, le risate per le cose buffe, i sospiri nei momenti un po' tesi.
Mi piace quando una voce sola, composta da tante corde vocali diverse risponde a una domanda.
Mi piace stare li seduta con loro, ogni storia è un mondo che si apre.
Un po' meno mi piacciono le mamme, li che mi guardano, ma è una cosa mia, che devo mettermi via, lo faccio anch'io quando qualcuno racconta storie, lo faccio perchè mi piace, mi piace sentire il timbro di voce che cambia, mi piace il silenzio, mi piacciono gli sguardi complici....
Ma io mi blocco, mi manca il respiro e mi viene da balbettare, perchè invece che leggere penso a quello che dico, e penso se lo sto dicendo bene, e penso se ho sbagliato qualcosa.
Perchè lo faccio? perchè mi piace, e perchè lo so, e lo posso fare. Adesso. Intanto. Finchè non trovo cosa so fare.
Ecco, no forse sarebbe anche arrivato il momento di trovarmi un lavoro, così la smetterei con le seghe mentali. Con i progetti, con le "cose in ballo", a volte sono gasata, ho 1000 opportunità da cogliere, altre volte, tante, mi sento solo un'illusa, che cosa vorrei fare? Forse dovrei fermarmi. Ho più di quello che avrei mai sperato Una casa tutta nostra (certo piccola, e con un mutuo he dura una vita... ma nostra), ho L. che mi ama, mi sopporta e mi protegge, ho 2 bambini, che solo loro, sono tanto, tutto. Potrei fermarmi, cosa mi da il diritto di pensare che si sia altro?
Sono sogni, sono progetti, ma non sono cose reali.
Forse dovrei lasciare tutto. E tornare dietro a una scrivania a rispondere al telefono Quello era reale.
A momenti andava bene, riuscivo a estraniarmi abbastanza da non notare le persone intorno.
A momenti no, le vedevo e mi si seccava la gola.
Le persone di solito non lo fanno, non si siedono sui tappeti, in una libreria a leggere libretti ai bambini. Lo fanno a casa, nella pace delle pareti domestiche.
Perchè a me è venuta l'idea di farlo li? Ecco bella domanda.
Perchè non farlo?
La motivazione principale, quella che ha mosso tutto è stata che mi pagavano, e in libri pure.... che diciamolo, per una che vive con un libro in mano da quando ha 8 anni è una gran cosa.
E poi, cosa non trascurabile, mi piace.
Mi piace leggere le storie ai bambini, mi piace raccontarle, inventarle e commentarle.
Mi piacciono le manine paffute che toccano i disegni, gli occhi sgranati dalla meraviglia, le risate per le cose buffe, i sospiri nei momenti un po' tesi.
Mi piace quando una voce sola, composta da tante corde vocali diverse risponde a una domanda.
Mi piace stare li seduta con loro, ogni storia è un mondo che si apre.
Un po' meno mi piacciono le mamme, li che mi guardano, ma è una cosa mia, che devo mettermi via, lo faccio anch'io quando qualcuno racconta storie, lo faccio perchè mi piace, mi piace sentire il timbro di voce che cambia, mi piace il silenzio, mi piacciono gli sguardi complici....
Ma io mi blocco, mi manca il respiro e mi viene da balbettare, perchè invece che leggere penso a quello che dico, e penso se lo sto dicendo bene, e penso se ho sbagliato qualcosa.
Perchè lo faccio? perchè mi piace, e perchè lo so, e lo posso fare. Adesso. Intanto. Finchè non trovo cosa so fare.
Ecco, no forse sarebbe anche arrivato il momento di trovarmi un lavoro, così la smetterei con le seghe mentali. Con i progetti, con le "cose in ballo", a volte sono gasata, ho 1000 opportunità da cogliere, altre volte, tante, mi sento solo un'illusa, che cosa vorrei fare? Forse dovrei fermarmi. Ho più di quello che avrei mai sperato Una casa tutta nostra (certo piccola, e con un mutuo he dura una vita... ma nostra), ho L. che mi ama, mi sopporta e mi protegge, ho 2 bambini, che solo loro, sono tanto, tutto. Potrei fermarmi, cosa mi da il diritto di pensare che si sia altro?
Sono sogni, sono progetti, ma non sono cose reali.
Forse dovrei lasciare tutto. E tornare dietro a una scrivania a rispondere al telefono Quello era reale.
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