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martedì 1 aprile 2014

Non è disordine...è un ordine diverso


Un servizio alle Iene di un paio di settimane fa, un articolo su uno di quei giornaletti che si ostina a comprare e a leggere mia mamma, uno di quelli pieni d gossip per capirci, quelli che hanno lo spessore di un pezzettino di carta igienica. 

"Hanno portato via dei bambini a una famiglia perché la casa era in disordine" mi dice allarmata mia mamma. "Ma che vuoi che sia vero? Allora tre quarti delle mie amiche si vedrebbero arrivare gli assistenti sociali in casa!"

Anche se minimizzo e ci scherzo sopra questa cosa mi ha terrorizzato, mi rendo conto di guardare le istituzioni non come un valido aiuto ma come un nemico da evitare. La stessa cosa  capitata con la logopedia: Ho tergiversato per un sacco di tempo (senza raccontarmi storie me ne sono accorta ai 2 anni che Samuel era indietro con il linguaggio) perché avevo paura di venir giudicata. Avevo paura che qualcuno mi dicesse che sono una pessima madre e che quindi i miei bambini sarebbero stati meglio da un'altra parte.

Ho vissuto con ansia la visita, e sebbene oggi, rassicurata dal fatto che la dottoressa che lo ha in cura continua a ripetermi che quanto sia un bambino felice, sereno, intelligente e ricettivo non posso fare a meno di sentirmi inquieta: avrei potuto fare di più? Potrei fare di più?

E se il postino entrando in casa vedesse il mucchietto di polvere in fondo al corridoio? E se la maestra un giorno mi chiedesse spiegazioni su quell'orribile maglietta irrimediabilmente macchiata che Gaia si ostina ad indossare? Per non parlare del disordine cronico che qui, ormai, è diventato un marchio di fabbrica. Per fortuna non riesco ad immaginare nessuno che, entrando in casa mia, debba aprire il mio armadio: verrebbe sommerso da una slavina di vestiti!

La realtà è che conosco pochissime persone ordinate, e non riesco a non considerare il loro comportamento compulsivo, gli ambienti sterili mi turbano... a meno che non mi trovo in ospedale o dal dentista. O a fare un tatuaggio... Insomma non in un appartamento dove ci vivono dei bambini.

Ma davvero è così facile che un bambino venga portato via? Il buon senso mi dice di no, poi la paranoia ha il sopravvento e non posso fare a meno che chiedermi "sono una brava mamma?" In realtà ci proviamo tutte ma tutte abbiamo i nostri limiti. Anche la mia, di mamma, ha fatto outing l'altro giorno "vi tenevo sotto una campana di vetro, non si poteva uscire se c'era vento, troppo sole, troppo freddo, troppo tutto." E se ha sbagliato lei come posso esserne immune io? Noi mamme siamo bestie strane, piene di dubbi e paure, ma nonostante tutto ci mettiamo un sacco di buona volontà.

In ogni caso la paura non mi ha ancora trasformato nella casalinga perfetta: i pavimenti sono perennemente da pulire, i giocattoli fanno ormai parte dell'arredamento, il fornello lo pulisco una volta alla settimana, e perdo le cose.

sabato 22 marzo 2014

Buongiorno mondo!

Mi sveglia un calcio nella pancia. Solo che non essendo incinta la cosa è tutt'altro che piacevole. Sento un respiro affannato accanto a me: Samuel ci è piombato nel letto a qualche ora della notte. Guardo l'ora le 6.00. Cavolo troppo tardi per riportarlo nel letto: se si sveglia non si riaddormenta più. Ma non posso neanche dormire così: Samuel si  è piazzato nel mezzo del mio cuscino.

Provo a spingerlo delicatamente da una parte in modo da riappropriarmi di un minimo spazio vitale. Ci riesco e torno a dormire. Dopo qualche minuto sento un paio di piedini che ciabattano verso il bagno, escono arrivano in camera. Una volta appurato che Samuel è li con noi dice: posso venire anche io? Lo spazio si restringe ancora un po', mi rigiro mi sistemo, tiro le coperte fin sopra le orecchie e chiudo gli occhi.

Arriva Tora e inizia a miagolare e camminare sopra Samuel. Lo spingo via. 

Gaia spinge giù le coperte. Le ritiro su.

Samuel spinge giù le coperte. Le ritiro su e mi ricopro le orecchie.

Poi una vocina dice "Andiamo a far colazione?" Sono le 6.30 di sabato mattina: col cavolo!

"Vai tu Gaia" Riesco a brontolare.

"Samuel vieni con me?"

"Siiii"

I bambini corrono fuori e ridacchiando arrivano in cucina. Io abbraccio L. pronta a tornare a dormire. 

Samuel arriva di corsa: "Mamma brioches!" La apro. Sam corre via.

Gaia arriva di corsa : "Mamma brioches!" La apro. Gaia corre via.

Samuel arriva: "Posso biscotti?" Si amore sono nel mobile.

Gaia arriva: "Mamma posso pane e Nutella?"

"No amore tra un po' adesso mamma e papà vorrebbero dormire.

"Va bene chiudo la porta così dormite" Adesso ti viene in mente?

Tora apre la porta miagolando.

Qui non si dorme, quasi quasi mi alzo.

Gaia arriva: "Mamma Papà posso dormire con voi?" Dopo colazione ti \viene in mente?

"No adesso ci alziamo!"

"Perché?

"Perché ormai ci avete svegliato!"

Buongiorno mondo!

venerdì 21 marzo 2014

A mia zia - Dance for a cure

Sono passati diversi mesi da quando mia cugina mi ha guardato e mi ha detto "ho deciso di organizzare una serata di beneficenza in ricordo della mamma. A lei sarebbe piaciuta."

A lei sarebbe piaciuto si. Sono passati già 10 anni da quel giorno di febbraio in cui ha perso la sua battaglia contro un tumore. Ma in questi 10 anni il ricordo di lei, di quello che è di quello che ci ha lasciato è rimasto vivo in chiunque l'abbia conosciuta. Mi manca. Mancano i suoi consigli, il suo sorriso, il modo che aveva di affrontare i problemi.

Si poteva organizzare una cosa banale come una messa in suo ricordo? Ovviamente no. Ed è per questo motivo che è nata questa serata, perché la ricerca contro il cancro è una cosa importante. Tanto si è fatto in questi anni ma ancora di più possiamo fare. Una cosa molto piccola che possiamo fare tutti è partecipare alla serata "Dance for a Cure".

Perché partecipare? Per poter fare qualcosa di concreto ma al tempo stesso divertente: vuoi mettere assistere a coreografie create da diverse scuole di danza, momenti di musica e tanto altro ancora? 

Mi rivolgo a tutti quelli che conosco, ma anche no: partecipate!!! Ci sarò anche io (evento del tutto non trascurabile: le mie uscite serali sono ridotte all'osso).

Mia cugina poi mi ha affidato un compito decisamente difficile: mi ha chiesto di scrivere una storia per raccontare il cancro. "che problema c'è?" è stata la mia prima reazione. Il fatto che poi il problema c'era eccome: come si racconta il cancro? Come si racconta una cosa che spaventa tantissimo? Con parole semplici ed è quello che ho provato a fare.

Tra l'altro penso di essere riuscita a far venire un embolo a mia cugina a Michela (che leggerà la storia) e a Stefano che ha collaborato con la realizzazione dell'evento: ho tergiversato fino all'ultimo minuto utile.
Vale hai visto che però ci sono riuscita?

Le ho promesso anche che avrei coinvolto più persone possibili alla serata. E le promesse a me piace rispettarle (magari in ritardo, ma le rispetto!) L'argomento è scomodo e la maggior parte delle persone girano gli occhi da un'altra parte appena lo sente nominare: meglio nascondere la testa sotto la sabbia che affrontarlo. Il fatto è che nascondersi non serve a nulla. Quindi sono qui, per dire "Si mi fai paura, ma ti affronto".

Allora a venerdì prossimo!!

Il costo del biglietto (acquistabile presso le biglietterie del Teatro Sociale e dell'Auditorium Santa Chiara e presso tutti gli sportelli delle Casse Rurali Trentine) è 10 euro, il ricavato della serata andrà interamente al progetto di ricerca.

Ps. Vale sono orgogliosa di te per quello che sei riuscita a realizzare!! Sei grande cuginetta!

sabato 25 febbraio 2012

Sole, ti amo!!

Lo ho visto...
Non può far finta di niente, perchè io lo ho visto, rincorso, abbracciato e mi sono lasciata baciare dal suo calore.
Si. Sto parlando del sole. Che in queste giornate ci ha regalato uno scorcio di primavera. Duraturo? Effimero? Poco importa, ora c'è e tutta l'Happy Family lo ha accolto con entusiasmo.

Dovete sapere che, quando inizia la bella stagione l'Happy Family si trasferisce nella sua Dimora Estiva, o meglio, la mamma e i figli  si trasferiscono stabilmente nella  Dimora Estiva mentre L. ci raggiunge compatibilmente con i suoi impegni lavorativi.
La Dimora Estiva  è  per me fonte di orgoglio. Invito sempre un sacco di gente a visitarla. A differenza della nostra Dimora Invernale, piccola e a tratti claustrofobica, offre tanto spazio all'aria aperta in cui è davvero un piacere ricevere gli ospiti. Certo gli spazi interni sono un po' spartani, ma se uno si accontenta di un bagno per i momenti di "bisogno" non ci sono problemi.
Alla fontana è possibile bere, e, nelle giornate particolarmente calde i bambini possono giocare a fare gli schizzi.
Alla Tiranna piace giocare con li con le sue amiche. Giocano a fare le corse, e, come oggi fingono di pescare nel ruscello.
Al Vichingo piace passeggiare e salire e scendere per le sue collinette. C'è anche un campo da basket/calcetto nella  Dimora Estiva dove i bambini di divertono a giocare a palla o a girare con la bicicletta.
Certo, ammetto che la  Dimora Estiva presenta anche qualche lato negativo: ad esempio gli alberi sono ancora giovani, e l'ombra specie nelle torride giornate estive scarseggia, e poi ci sono i rampicanti con le spine vicino a dove passano i bambini. Proprio oggi una di queste mi ha punto.
Mi sono appuntata di parlarne con i giardinieri la prima volta che ne vedo uno. Purtroppo sono personaggi un po' schivi, fanno un ottimo lavoro, curano l'erba e potano le piante, sospetto che nutrano anche le ochette, che sguazzano nel ruscello, ma questo non è mai stato appurato; ma lavorano a orari strani. In cui io di solito sono impegnata in altri luoghi.

Questo per dire che, in queste 2 giornate di sole, e sospetto, anche domani, noi siamo stati nella nostra  Dimora Estiva, adoro queste giornate di sole, e amo il parco sotto casa nostra!!