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martedì 3 marzo 2015

Anni '80, Memole e il mistero della borsa piovuta dal cielo

Per colpa di Stefano Piffer che ho incontrato settimana scorsa negli studi di Radio Dolomiti (che un tempo trasmetteva dalla casa davanti alla mia e mia mamma ascoltava per una specie di campanilismo) mi sono ritrovata a pensare ai cari vecchi cartoni animati degli anni 80.

Perché? Perché Stefano ha prodotto (che termine di hollywoodiana memoria!) una serie di video da 5 minuti in cui racconta le scene salienti dei cartoni animati degli anni 80. Sono come le ciliegie: uno tira l'altro, non commettete l'errore di iniziare a guardarli! Anzi si commettetelo, che ne vale la pena!

Poi è un trentino come me, e lo ho scoperto grazie alle mie innate doti investigative e soprattutto ai vari indizi disseminati nei suoi video: diciamo la verità, Trento non è esattamente una metropoli, e se una persona la nomina tanto spesso o ci vive o ha dei gravi problemi. Ottime capacità deduttive, non trovate? 

Fatto è che guardando e scrivendo sugli anni '80, mi è tornata in mente una puntata di Memole dolce Memole. La ricordate vero? Quel folletto, con i piedi a monodito centrale
che con la sua astronave viene catapultato sulla terra e fa amicizia con una bambina malaticcia di nome Mariel che ha come (tata? governante? Domestica? Dama di compagnia?) la sorella acida della signorina Rottermeier? Ecco lei. 

C'era una puntata in cui Memole confeziona faticosamente una borsetta per Mariel, con le dovute proporzioni è come se io mi mettessi a cucire il pallone di una mongolfiera, ma tantì'è, lei ci riesce e fa pure un bel lavoro, mica come me che non riesco neanche ad attaccare un bottone! Ma come fa a portarlo a Mariel? La risposta arriva dalla sarta del villaggio che le spiega come fare le pieghe a pacchetto. E io che credevo che la Komdo avesse scoperto una cosa rivoluzionaria, invece è un chiaro esempio di plagio.


Come in ogni cartone che si rispetti però, c'è il colpo di scena: un'aquila, un colpo vento, un attacco di narcolessia (non ricordo) e il gufo che trasporta Memole a casa di Mariel rischia di precipitare (Huston, abbiamo un problema) e il fagottino cade in terra. Proprio nel cortile di Mariel, proprio in testa al boscaiolo/giardiniere della villa che, trovato questo pacchetti grande 2x3 centimetri (Komdo scansati!) lo raccoglie, lo osserva, si guarda intorno e decide di indire una riunione straordinaria con la signorina Rottermeier II. La quale, gli ordina di bruciare l'oggetto estraneo. Così il buon giardiniere si ritrova intento, in  una scena ricca di pathos, ad accendere un falò in giardino per incenerire una cosa grande come un pacchetto di cerini.
D'altra parte, chi non lo farebbe?

Tranquilli però, la stoffa della borsetta è di materiale ignifugo, e dopo essere passata indenne attraverso il  fuoco della devastazione, viene consegnata, senza una minima bruciatura (o una traccia di cenere) a Mariel.

Che, incurante del fatto, che ai tempi gli acquisti su e-bay non fossero ancora così gettonati, sfoggia la sua borsetta fregandosene della logica domanda che le potrebbe venire posta "ma quella cosa... da dove caspita arriva?"

lunedì 7 aprile 2014

Cose che mi sono piaciute... Full Metal Alchemist.

Quando qualche mese fa Loris è arrivato e mi ha detto "potremmo guardarci Full metal Alchemist, mi dicono sia bello" ho nicchiato. Vagamente lo conoscevo, avevo visto qualche puntata anni addietro su MTV e non mi aveva colpito proprio per nulla. 

Prima di tutto mancava una storia d'amore (come si fa a considerare qualcosa in cui non si parli d'amore?), e poi lo trovavo demenziale e violento: 2 caratteristiche che odio in qualsia si cosa che guardo, leggo o ascolto.
Ma d'altra parte come si fa a dire di no al marito che pur di farti contenta si è guardato con te tutto "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno" passandoti i fazzoletti, o si è guardato 3 volte "La sposa Cadavere" con il sottofondo di singhiozzi strozzati?

Insomma, ho pensato, diamogli una possibilità. Ci ho messo un paio di puntate per innamorarmene, 4-5 per diventarne assolutamente dipendente. La storia d'amore c'è, ma è quella che si è creata tra 2 fratelli uniti da una grave perdita, un errore imperdonabile, e la ricerca di una soluzione. 

I protagonisti sono Edward (Ed) ed Alphonse (Al) Elric, che vivovo in un mondo parallelo in cui tutto si basa sull'alchimia. Quando, a causa di una malattia, la loro madre muore provano a riportarla in vita  e questo costa una braccio ed un gamba ad Ed e l'intero corpo ad Al che si ritrova a vivere sigillato in un'armatura gigantesca. L'intera storia si svolge nella ricerca della Pietra Filosofale, l'unica cosa che possa farli tornare i ragazzi che erano. Per cercarla Ed decide di diventare "un cane dell'esercito".

Ecco, come può a me piacere una storia del genere? Eppure l'ho amata davvero. I personaggi sono reali: con paure debolezze, sogni infranti e speranze disilluse, eppure non si arrendono perché sanno di poter contare l'uno sull'altro. Si fanno forza e si sostengono per l'intera serie. Così mi sono ritrovata sempre più invischiata nelle loro avventure.

Sabato sera l'ultima puntata: tristezza infinita. Mi ha lasciato dentro quel vuoto che solo alcuni libri hanno saputo lasciarmi. Una vera meraviglia grafica con una storia che entra nel cuore.