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mercoledì 5 ottobre 2011

1000 volte si

Sabato mattina mi telefona mia mamma, sul presto che quasi mi sono anche preoccupata.
Pronto?
Ciao! Sono io!
Si beh chi vuoi che sia a quest'ora?? Ciao! Tutto bene?
Si si....
Allora????
Si è che c'è la mi amica R. che porta la nipotina G. sul lago per 2 giorni. Stavamo pensando che magari... anche noi... la Tiranna...
Vuoi portare la Tiranna per 2 giorni sul lago con R.?
Si beh ecco se a voi sta bene...
Se lo dico alla Tiranna tempo 15 secondo netti, pit stop veloce, e la trovo gia pronta lavata vestita e spettinata (non si può avere tutto...) sulla porta di casa.
Ehmm L. mandiamo la Tiranna 2 giorni al lago con i nonni? c'è anche l'amichetta G.!
E che te lo perdona se dici di no?
Tiranna vuoi andare con i nonni?
Pit stop iniziato!

Decisamente la seconda volta è più facile. Come quando li mandi al nido. Il primo giorno mi si spezzava il cuore, il secondo mi sentivo un po' in colpa, quelli successivi metabolizzi e tempo una settimana e il cuore si spezza quando il nido chiude.

La Sig.ra R, amica di mia mamma, non è altri che la mamma della mia amica Ro, la mia migliore amica dai tempi dell'asilo.
Leggende narrano che eravamo amiche di culla e che i nostri papà ci portavano a fare lunghe passeggiate insieme. Loro chiacchieravano, noi, protette nelle nostre carrozzine dormivamo beate. Non saprei dire se è vro, non melo ricordo. Ma posso garantire che ai tempi della materna eravamo un'unico cuore che batteva all'unisono, solo io e lei, lei e io. La mia migliore amica quella con cui litigavo un giorno si, e l'altro pure per poi fare la pace poco.
La Tiranna e l'amichetta G. sono state per quasi 2 giorni, 2 piccole noi. Hanno giocato, hanno riso, hanno litigato e si sono scambiate giocattoli.
La Tiranna mi ha detto gongolando che l'amichetta G. aveva paura di fare lo scivolo in piscina. La nonna mi ha raccontato che l'amichetta G. comandava e la Tiranna si è offesa. Tutto nella norma, un po' io un po' te.
I nonni per 2 giorni si  sono sentiti un po' meno nonni e un po' più genitori. Guardando quelle 2 piccole noi che  litigavano per far poi pace subito.
Noi genitori, abbiamo riassaporato per un po' la pace del figlio unico.
Cosa ci è saltato in mente, ci siamo chiesti.. senti che pace!
Poi la Tiranna è tornata, pretendendo coccole e attenzioni.
E lei e il Vichingo si sono abbracciati, una volta e poi due e poi tante.
E si sono inseguiti e hanno riso.
E così ci siamo risposti. Ecco perchè ne abbiamo due.

Questo post lo dedico a tutte le mie amiche mamme in dubbio sul secondo :) 100 volte no, per lo stress e la fatica, ma 1000 volte si per la gioia che riescono a trasmetterti!
E per i nonni... che se non ci fossero andrebbero inventati!

mercoledì 31 agosto 2011

4 anni

Non mi ricordo la serata del 31 agosto di 4 anni fa, non deve essere stata una serata particolarmente interessante. Ero agitata? Non lo so....
Come del resto non ho idea di come abbiamo deciso di rendere ufficiale il nostro "noi" non ce ne era bisogno. Il noi c'era gia da qualche anno, la Tiranna lo ha cementato. Una firma non ha fatto altro che renderlo ufficiale agli occhi della legge. Solo quello.
Da ragazza sognavo un matrimonio con un lungo vestito bianco, sapevo anche dove sarebbe stato il viaggio di nozze, in Perù a vedere l dal cielo le linee e i disegni dell'altopiano di Nazca.
Ma poi sei arrivato tu, ci sono voluti 5 anni per capire che l'"io " e il "te" sarebbe stato uno splendido "noi", per capire che come 2 parti della stessa memegaglia ci stavamo rincorrendo senza saperlo. Ma da quella sera, quando lasciando perdere la logica, il giusto e il meglio mi sono buttata tutto è stato semplice.
La casa insieme e la Tiranna sono state una scelta obbligata, giusta per completare il nostro "noi" il matrimonio è arrivato un po' così, un in più, neanche troppo sentito... non avevo bisogno di un'anello al dito per sapere che sarebbe stato "per sempre"

4 anni fa, c'eravamo noi, c'era una Tiranna con la cellulite e le guance tonde, era una cucciola di 3 mesi che piangeva, mangiava e occasionalmente dormiva.
Oggi ci sono la Tiranna e il Vichingo, a volte ce ne dimentichiamo...  ma sotto la vita da genitori, sotto gli strati di  stanchezza ci siamo sempre noi. Gli stessi che un giorno quasi per caso hanno scoperto di essere una coppia.
E ti amo oggi come allora.

PS Per il viaggio di nozze, si rimanda qui

martedì 30 agosto 2011

Un periodo da intanto....

Domani è l'ultimo giorno di agosto. Di fatto per noi l'ultimo giorno d'estate perchè con il 1° di settembre, la Tiranna e il Vichingo ritorneranno ai loro rispettivi asili.
Mi guardo indietro e mi pare impossibile che un'estate sia gia passata.
Ricordo quando ero piccola, per me l'estate era il campeggio, 3 mesi di roulotte, tenda, e doccia nei servizi, e ancora oggi non riesco a pensare a un'estate più bella. Però quando si è piccoli tutto è diverso, nonostante il campeggio fosse in una valle di gelo dove la sera bisognava mettere giacche pesanti, nonostante la piscina avesse la temperatura di una ghiacciaia, e che non appena si scaldava un attimino era ora di cambiare l'acqua e la ghiacciaia tornava, nonostante il parco fossero 2 altalene e uno scivolo, per me era un posto splendido, ho coltivato amicizie, che purtroppo sono andate perse (a questo proposito, se qualcuno dovesse mai conoscere una Miriam di Padova che verso i 10 anni andava in vacanza sui laghi del Trentino me la manda?? Mi manca!!), nel mio cuore tutto è fermo li,estati passate a sognare, a pensare che le amicizie fossero per sempre e a sospirare dietro a ragazzi che non parlavano neanche la nostra stessa lingua.
Ricordo la malinconia quando, era ora di mettere via tutto, la sera prima della partenza la veranda veniva svuotata, il tavolo ripiegato, e mio padre smontava tutto per poi partire la mattina dopo.
Mi sentivo svuotata a quei tempi, qualcosa stava passando per non tornare, passava alla radio "l'estate sta finendo" e io mi sentivo troppo grande. Non sono mai stata una bambina che aveva fretta di crescere, stavo bene così con i miei giochi, i miei sogni e le mie amiche del cuore.

Sono passati anni, ma io credo di essere ancora li, ancora la fine dell'estate mi mette la stessa malinconia da "capitolo chiuso" ora ritorna l'autunno e è per me l'ora di iniziare a combinare qualcosa.
Non ho un lavoro, lo devo trovare, manon mi immagino ancora dietro a una scrivania, ho la forte sensazione di cambiamento che sta per travolgerci, ma non so da che parte arriverà, cerco di tenermi pronta, ma non so pronta per cosa....
La mia vita, la nostra vita è a una svolta, e la stiamo aspettando, io spero che la svolta sia positiva, ma diciamolo.., non ne ho idea.
Intanto butto le basi,
Cerco di scrivere, ma credo di essere colta da un blocco.. mi sforzo ma ho paura di non aver niente da dire, e mi chiedo a chi possa interessare chi sono e cosa faccio. A volte mi chiedo perchè scrivo anche questo blog, e la risposta non la ho, il blog sono io, credo sia questo il motivo che non lo ho tenuto segreto.. non mi piace nascondermi, o forse lo ho fatto per troppo.
Intanto penso di fare da baby sitter delle emergenze, idea nata per caso... tanto sono a casa.... e ho bisogno di fare qualcosa....
Intanto.... intanto la mia vita è così un continuo tappare buchi in attesa di qualcosa che non so.....

giovedì 18 agosto 2011

Capelli

Infanzia data imprecisata:
episodio 1
-Mamma di che colore ho i capelli io?
-Grigio topo! -.-' a volte mia mamma pecca di troppa sincerità......

Episodio 2
Una bimba ignara dai fluenti capelli grigio topo segue fiduciosa la mamma in una passeggiata.... dove la porterà?
Destinazione parrucchiera-ammazzacapelli, taglia, sforbicia recide.... finchè la bimba non si ritrova con una capigliatura degna di un marines.
Mamma: "vedrai che così sei più comoda!"
Figlia in lacrime, non risponde.

Adolescenza.
Tempi delle medie
Episodio 1
-Mamma, posso fare i colpi di sole? Per nascondere i capelli color grigio topo!
-No i colpi di sole rovinano i capelli!
La giovane adolescente, fa fuori i suoi risparmi in miracolosi shampoo alla camomilla che dovrebbero schiarirle i capelli... ma non succede nulla.

Episodio 2
-Mamma, posso fare la permanente? Ho i capelli che sono spaghetti!
-No, la permanente rovina i capelli! Se vuoi puoi fare i frisee!
-Mamma, il fatto che quelli ti piacciono i frisee e la permanente no, non significa che non rovinano i capelli!!
No, se ve lo state chiedendo... Fortunatamente non ho mai fatto ne frisee ne permanenti!

Superiori, ormai mi sono guadagnata il diritto alla tinta.
Episodio 1
Ragazza davanti allo specchio: "che schifezza sto colore" (un dignitosissimo castano ramato) sarà mica il caso di schiarirli?
"Amica/vicina di casa con velleità da parrucchiera, vorrei schiarire i capelli!!"
"Vieni da me!! Faccio io con l'acqua ossigenata!"
Risparmio particolari sul ricercatissimo color polenta che mi sono tenuta per un paio di mesi.....

Episodio 2
Un paio di anni dopo, davanti a uno specchio
Però il biondo biondo... è un bel po' che non lo ripropongo...
"Amica/vicina di casa con velleità da parrucchiera, vorrei schiarire i capelli!!"
"Certo! Sono anche migliorata!"
"Arrivo!!"
Passa qualche ora
"Mamma, guarda!! Mi sono rifatta bionda!"
"........"
"Che? Non ti piace?"
"Pare che ti sei rovesciata una polenta in testa!"
MORALE: perseverare è diabolico
"Mamma! Aiutamiiiiiii!!"
"Non c'è problema! Ho comprato giusto l'altro giorno un riflessante castano!"
Passa un'ora
"Oddiooooooo sono color arancione evidenziatore!!!!!!!!!!!"
MORALE: mai usare un riflessante castano appena ossigenati i capelli color polenta.

Continua........

venerdì 17 giugno 2011

Mare mare mare....

Pare vero.
Dopo innumerevoli malattie, ripensamenti e drammi personali, domenica forse, se tutto va come deve e i nani rimangono sani e L recupera la voce dispersa in qualche profondo baratro (era giu che faceva compagni a al mio umore nero petrolio) si parte!
Destinazione Lidi Ferraresi.
Della serie, noi, il campeggio e le zanzare killer di quelle zone.
Me le ricordo dall'infanzia, quando ci andavamo con mia cugina e sua mamma.
Le cose che mi sono rimaste impresse di quelle vacanze, sono:
1. i piatti di nonna Rosa. Se c'è una nonna da adottare è lei, bolognese Doc, qualsiasi piatto passato sotto le sue abili mani diventa un capolavoro.
2. Alex il mio irraggiungibile amore estivo, lui milanese, io trentina.
Bello come il sole, ho passato un inverno a maledire la distanza che c'era tra noi.
Mi immaginavo a camminare tra le vie di Milano, mano nella mano con lui. Insieme per sempre.
Un bellissimo ricordo, finche, non mi ha ritrovato l'anno scorso si face, stesso personaggio, uguale nonostante i 15 anni passato.
E una domanda che mi gira nel cervello: "ma cosa ci trovavo in lui??"
Certe cose sarebbe meglio lasciarle nei ricordi e basta.
3.le zanzare. Sui Lidi Ferraresi non hanno zanzare hanno armi di distruzione di massa!
Immagino di aver perso più sangue in una serata in piazzetta che avevo dimenticato l'Autan che in anni di donazioni per l'Avis. E le zanzare, una volta finito di prosciugare tutte le tue risorse non si preoccupavano neanche di offrire un panino.

Mi auguro le cose siano cambiate, sono curiosa di rivedere quei posti con occhi diversi, più adulti.
Rivedrò anche i miei mezzi parenti bolognesi, che non vedo da anni, e sono felicissima! Conosceranno la Tiranna e il Vichingo!

Ieri, ho detto alla Tiranna di preparare una borsa con i giochi per il mare, quello che vuole portarsi dietro, che ormai è grande e ci deve pensare lei.
Ha  passato una mattina a riempire il suo zainetto, e poi lo ha messo davanti alla porta.
Le ho detto che era presto, si partiva solo dopo qualche giorno, e lo ha portato nella sua cameretta.
Stamattina me lo ha portato nel letto, mi sono svegliata con il suo zainetto praticamente in faccia.
Lo ha riempito da sola e per lei è importante.
Prima, lo ho aperto.
Nello zainetto dei giochi della TIranna, ci sono:
-matite colorate e pennarelli;
-un blocco do fogli per disegnare;
-4 dei suoi cavalli;
- paletta, rastrello e formine;
- La piantina della stelle, una specie di planetario, che non so il perchè, adora.
Sono belli i tesori di una quattrenne.

venerdì 3 giugno 2011

Traumi infantili

Non mi ricordo esattamente quando è successo, ma un giorno della mia infanzia ho scoperto che le dichiarazioni d'amore che facevo a Ton Becker andavano perse nel vuoto.
Lo so, avevo un debole per le spalle di second'ordine ai tempi, quando si giocava alle maghette ero Emy e la mia amica Roby Creamy, mentre si giocava a Candy Candy io interpretavo la parte di Annie.

Che poi dovevo anche immaginarlo che i salti improbabili che riuscivano a fare durante le partite e i lunghi flash back durante il calcio decisivo erano davvero poco realistici.
A me era capitato di calciare una palla (per la precisione il super tele giallo) ma non mi era mai capitato di sfondare il muro della casa, ne tanto meno di vederlo roteare in acrobatiche giravoltole.

E neanche i miei amici maschi ci riuscivano! Cosa sbagliavamo???

Comunque quando si giocava a calcio nel piazzale di casa mi volevano in squadra.
Non è che ero particolarmente brava, è che avevo la pessima abitudine a mirare agli stinchi quando cercavo di rubare la palla.


Voglio dire, parliamone!
Io ancora me lo sogno il pagliaccio di IT, gia i pagliacci non sono mai rientrati nelle mie simpatie principali (ho una foto con un simil Sbirulino, quando avevo circa 2 anni, in cui mentre mia mamma mi impedisce la fuga, io guardo terrorizzata l'obiettivo per la mia ultima foto col mostro truccato.
Un giorno, mentre la Tiranna si stava guardando una puntata dei Teletubbies io mi sono ritrovata a chiedermi, se era peggio affacciarsi alla finestra e vedere IT che ti saluta con i palloncini in mano, o i teletubbies, con monopatto, palla, cappello e borsetta che fanno ciao ciao. Ancora non ho trovato una risposta, ma da quel giorno mi avvicino con timore alle finestre.


Solo che a casa mia non erano 2 ore, erano 3 ORE, in cui non si poteva, ne mangiare, ne bere, e possibilmente neanche pensare di avvicinarsi al frigorifero.
Pena, il bagno saltava di altre 3 ore.
Passate voi estati al sole, alle 14.00 di un torrido pomeriggio di luglio, senza poter bere un bicchier d'acqua.


Mio fratello non mi ha mai fatto credere che ero stata comprata dagli zingari, ma in compenso mi diceva che dal nostro soffitto scendevano delle teste, che sotto le mie coperte c'erano ragni e scorpioni e che Freddie Krueger aspettava che mi addormentassi per venire a prendermi...
Forse avrei preferito essere stata comprata dagli zingari!

martedì 31 maggio 2011

Robe da gatti!!!

Eccoci!!! ispirati da Own, motivati da SuSter, siamo arrivati anche noi a scrivere nel martedì del gatto!!!
Per la rubrica "Robe da Gatti" che mi gasa un sacco!!
Poi, avendo appena introdotto "la domenica delle Confessioni" potrei partecipare al Venerdì del libro di Sun.
Mancherebbe solo "il Mercoledì da Leoni" e "il giovedì da co....." Ok! Basta mi sono lasciata trasportare anche troppo!!!

Bianca!
Bianca era la mia gattina bianca e nera (la fantasia nei nomi la fa sempre da padrona!).
Avevo 9 anni forse 10, era estate ed eravamo in campeggio.
Mi ricordo questa mandria di ragazzini che mi avverte che era stato trovato un gatto.
E eccola li, una piccola sgraziata micetta di un paio di mesi, tutta coda, orecchie enormi e zampe spropositate.
Bruttina, inutile negarlo, le proporzioni erano tutte sbagliate e quelle orecchie enormi sarebbero sembrate smisurate sulla testa di un gatto di 15 kg.
Dopo una spedizione in tutti gli angoli del campeggio, pareva chiaro che nessuno aveva smarrito quella gattina filiforme, e che nessuno aveva intenzione di adottarla.
Così in punta di piedi si è sistemata nella nostra roulotte, dormiva sul mio cuscino.
In quelle poche nottate si è creato un legame che non si è mai sciolto.
Ancora oggi non posso che pensare a lei con commozione, era la mia gattina.
Tornata a casa, ha mostrato il suo carattere del tutto bisbetico, ma ormai ci aveva conquistato.
Bianca, accettava il nostro cane, perchè come animale alfa in casa nostra si era guadagnato il diritto al rispetto.
Non ha mai accettato in 13 anni di vita insieme l'altra nostra gatta, Tigre.
Non ha mai accettato Cleo, la cagnolina che ha provato a venire a vivere a casa nostra dopo che il nostro cane se ne era andato.
A Cleo abbiamo dovuto trovare una casa pochi giorni dopo il suo arrivo,
Bianca non la voleva, e era stata molto chiara su questo punto.

Bianca un giorno ci è caduta dal balcone.
Ho passato 3 giorni a cercarla nelle campagne vicino a casa, senza successo.
Il terzo giorno mio padre torna a casa una sera con Bianca in braccio.
Si era arrampicata in cima all'albero nel cortile condominiale, e non riusciva a scendere.

Bianca quando veniva a dormire sulle tue gambe, pretendeva che non muovessi mezzo muscolo per tutto il tempo della sua pennichella, in caso contrario, se ne andava stizzita.

Bianca era un gatto da riporto, se lanciavi un fagiolino (solo quello!) te lo riportava.

Il primo natale con Bianca in casa, è coinciso con il nostro ultimo Natale con l'abete e le palline.
Le buttava tutte giu per giocare.

Il posto preferito per dormire era in mezzo al giornale che stavi leggendo, o al libro su cui stavi studiando, o al quaderno su cui prendevi appunti.

13 anni dopo il suo arrivo a casa nostra, la ha lasciata.
Non c'era più quella piccola gattina graziata con gli occhi grandi ed espressivi.
Era invecchiata e invecchiando si era ammalata.
Così un giorno i miei hanno deciso di portarla dal veterinario, non aveva senso farla soffrire.
Pensando che sarebbe stato troppo doloroso, non me la hanno fatta salutare, e se ne è andata in punta di piedi come era arrivata.

Mi chiedo se gli animali abbiano un'anima come le persone e se un giorno rivedrò quella bisbetica gatta che ci aveva conquistati tutti.

giovedì 26 maggio 2011

Il gattaccio nero

da un post di Own mi è salito un prurito alle mani.
Non ho mai dedicato neanche un piccolo post ai miei gatti!!
Io adoro i gatti. Da sempre amo il loro spirito indipendente, che quello che vogliono se lo vanno a prendere.
Amo sentire le loro fusa, che è uno dei suoni più rilassanti del mondo.
Amo la loro lingua ruvida che fa il solletico quando ti lecca.
Insomma li amo a tutto tondo.

Ci sono stati una serie di gatti nella mia vita, e in modo diverso li ho adorati tutti.

Il primo però, quello che rimarrà nel mio cuore per sempre come "il gatto" è Nerone.

Nerone era un gattaccio dispotico e antipatico con il pelo completamente nero.
E' entrato nelle nostre vite quando avevo su per giu 8-9 anni.
Non ricordo ne il come ne il perchè è capitato nel nostro giardino.
O meglio il perchè mi è piuttosto chiaro: un gruppo di bambini pronti a coccolarlo, vezzeggiarlo e ingrassarlo a furia di scatolette e avanzi.
Nerone, aveva un carattere a dir poco difficile.
Tanto li faceva seguire pacifico i nostri giochi da bambini che ritirarsi in solitudine in un angolo a pensare ai fatti suoi.
Non ricordo da dove era uscita la sua cuccia, ma aveva una calda statola di compensato, con tetto e coperte, stava nei cespugli vicino alla ringhiera, fuori delle ciotole sempre piene.

In autunno i miei avevano iniziato a lasciare socchiusa la porta del garage, per permettergli di entrare e uscire a suo piacimento.
Non c'è voluto molto tempo che mio padre facesse un'apertura sulla porta, un piccolo buco di 15 cm che permetteva a Nerone di entrare e uscire a suo piacimento.

Avrei voluto portarlo a casa con noi, ma Nerone non era un gatto da appartamento, l'unica volta che è entrato a casa nostra ha deciso di innaffiare il mobile della cucina con una pisciata dall'inconfondibile odore di ammoniaca. E' stata l'unica volta che ha solcato l'uscio del nostro appartamento.

Non aveva regole, si faceva coccolare e senza avvisare si scazzava per qualcosa e ti graffiava stizzito.
Ho nascosto ai miei più di un solco sulle gambe per paura che lo mandassero via.
Dormiva un sacco, dormiva anche in mezzo alla strada, non si curava delle macchine che passavano nel cortile.

Un giorno i miei mi prendono da parte e mi dicono che Nerone se ne deve andare.
La gente nel piazzale brontola, il gatto sale sulle macchine e le graffia (e allora??), sporca (un gatto??? ma siamo seri!!) e disturba (lo ho capito li... alcune persone sono decisamente stupide!) e in più per lui stare li è pericoloso. Ci ho messo anni a capire che i miei non si riferivano solo al rischio accidentale che qualcuno inavvertitamente lo investisse, ci ho messo anni a capire che qualcuno poteva decidere deliberatamente di fargli del male.
Ho pianto, tanto, ma non è servito, un giorno, abbiamo messo Nerone in uno scatolone e lo abbiamo portato in un posto sicuro, da una signora con tanti gatti dove avrebbe avuto compagnia, amici un tetto e cibo a sufficienza.
Ho pianto per tutto il tragitto, lo abbiamo scaricato dalla macchina e liberato in una stanza, chiusa, per ambientarsi.
Intanto ho fatto un giro turistico della nuova casa del mio gatto.
Il posto mi piaceva, c'erano tanti gatti, qualche cane, sembrava un canile, ma senza gabbie, e la nuova mamma del mio gatto mi stava simpatica.
Siamo tornati a casa, e tutto mi pareva così vuoto.
Passano giorni e settimane, un sabato mattina, mio papà viene a prendermi all'uscita della scuola e trattenendo a stento il sorriso mi dice che a casa c'era una sorpresa per me.
Non sto nella pelle in macchina fantastico sulla sorpresa, e sotto casa, un dispotico gattaccio nero mi aspetta.
Nonostante fosse stato chiuso in uno scatolone, il mio gatto era tornato a casa.
Ero felicissima!!!

Un giorno, come è arrivato, Nerone se ne è andato.
Non so che fine abbia fatto, me rimarrà per sempre il mio gatto.

Non so se amassi quel gatto perchè era nero, o se adoro i gatti neri perchè amavo quel gatto, è una cosa che ho perso nel tempo, ma da sempre, i miei animali  preferiti, sono i gatti neri.

giovedì 19 maggio 2011

il vestito a tinte pastello

Ieri la Tiranna ha trovato nell'armadio un mio vecchio vestito e lo ha voluto mettere.
Vecchio non rende l'idea, è un mio vestito di quando avevo 3 anni o poco più.
Lo aveva fatto mia nonna, era il mio vestito preferito, uno scamiciato a righe a tinte pastello, rosa, giallo, celeste e violetto, fatto a maglia di cotone leggero.
Lo adoravo così tanto che lo mettevo sempre.
Ricordo che era il mio vestito da principessa,lo allungavo sotto i piedi e lo tiravo per farlo diventare sempre più lungo.
Lo ho messo per anni interi, quasi tutti i giorni, le spalline sono state rammendate tante volte.
Mia mamma non se la è mai sentita di buttarlo, e per lei che non tiene niente di inutile vuol dire che lo sentiva carico di significato.

Quando sono andata a vivere con L. è venuto con me.
E' finito in un armadio e poi l'altro, resistendo ai cambi di stagione.

Ieri la Tiranna lo ha trovato e lo ha voluto mettere.
Ha detto che le piace quel vestito nuovo.
Non lo voleva togliere per andare a dormire. 
Alla fine la ho convinta dicendole che oggi lo avrebbe rimesso.
Ora quel logoro vestitino rattoppato con le tinte pastello, ha una nuova casa.
La sua nuova casa è una bimba di quasi 4 anni che, come la bimba di poco meno di 30 anni fa, lo farà ritornare ad essere un vestito da principessa.

Guardo la Tiranna con un vestitino che tante volte ho messo, un vestito che ho amato più di tutti gli altri negli anni.
Rivedo nella Tiranna quella bambina che non c'è più, e penso a tutto quello che ho perso crescendo.
Spero che lei riesca a conservare dentro di se, le cose speciali che sanno i bambini.


venerdì 13 maggio 2011

Frappè al melone

Capiterà sicuramente anche a voi, anche se non siete abitudinari, di avere quella cosa, di cui non potete fare a meno, quella cosa che da sempre non cambia.
Potrebbe essere un taglio di capelli.
Potrebbe essere il cappuccino con la brioches la mattina.
Potrebbe essere la pizza alle 4 stagioni.
Potrebbe essere il goccino di latte nel caffè.
Per me è il frappè al melone.
Io e il frappè al melone ci siamo conosciuti credo ormai 20 anni fa, quando, poco più che bambina, in estate i miei mi hanno mandato per 2 settimane, a fare un corso di equitazione nella valle vicino a casa nostra.
Con un gruppo di credo una decina di coetanei siamo arrivati con il treno, in questo paesino sperduto nel nulla, che aveva un maneggio, un casolare che ci ospitava, 4 case e un bar.
In questo bar, credo, una delle prime sere, abbiamo ordinato un frappè, il primo della mia vita, non lo conoscevo, conoscevo il gelato ma non il frappè, e questo frappè era al melone.
Amore, è stato amore, da allora non lo ho più abbandonato, e se prendo un frappè, il frappè è al melone.
Sarà che è ricco di ricordi, mi riporta alla mente, a questa prima vacanza da sola, senza i miei genitori, insieme a degli amici, con dei nomi persi nel tempo.
Sarà che l'amore per i cavalli non mi ha mai abbandonato, sarà che se chiudo gli occhi ancora sento il fruscio delle foglie mentre galoppavamo in mezzo a questi immensi boschi.
Sarà che se penso a una cosa bella, io penso a questa vacanza, dove passavamo intere giornate a cavallo, e quando non eravamo a cavallo eravamo nel maneggio per accudirli.
Sarà che il frappè al melone è carico di ricordi bellissimi....

Un giorno di 2 anni fa, la mia storia con L. ha subito uno scossone, a cui forse, anni di terapia di coppia potranno rimediare.
2 anni fa, una ragazza al 5 mese di gravidanza, ha chiesto a suo marito di portarle un frappè al MElone, questo marito, torna a casa con il frappè al LImone.
Ora, a distanza di 2 anni mi rendo conto che è stato un semplice errore di distrazione (L. continua a ripetere che è la gelataia che a capito male... io non ho prove al riguardo...), ma 2 anni fa, con le voglie e un pancione, questo era l'inizio della catastrofe.

Fatto è che la fantastica gelateria in fondo alla strada, quella che raggiungiamo a piedi in 2 minuti, quella che è vicina vicina al nostro parco, è la più buona del mondo, perchè giuro! i gelati come li fanno li non li fanno da nessuna parte...
Solo che, piccola gelateria, gusti ridotti, e si poteva scegliere tra pochi ma buonissimo gusti.
Oggi la sorpresa, i gusti sono aumentati, sono tanti!!
Quali? non lo so, ne ho visto solo uno....
NELLA MAI GELATERIA SOTTO CASA HANNO IL MELONE!!!
Questa meravigliosa notizia meritava un post a sè!

sabato 19 marzo 2011

Dedicato al mio papà

Mio papà mi portava in giro in carrozzina
Mio papà mi portava in giro sulla sua bicicletta.
Mio papà mi aveva regalato un cavallo azzurro di peluches, che poi è diventato amico del cavallo di Iridella.
Mio papà mi leggeva le storie di Richard Scarry anche se non le sopportava, perchè a me piacevano.
Mio papà mi teneva sulle gambe sulla sua poltrona e insieme guardavamo Drive in, anche se io non capivo niente.
Mio papà passava le domeniche con me a giocare a Monopoli.
Mio papà mi ha insegnato ad andare senza rotelle.
Mio papà si è comprato i rollerblade per venire con me sulla ciclabile.
Mio papà mi ha accompagnato in macchina fino a un fiume per salvare un pesce morto.
Mio papà era "un po' grasso e un po' magro" (da un tema di 2 elementare)
Mio papà è il più bello, il più bravo e il più forte di tutti
Mio papà mi portava con lui nei suoi viaggi di lavoro.
Mio papà mi ha portato a Berlino per 3 giorni.
Mio papà mi ha portato a Gardaland, il giorno del mio ottavo compleanno, anche se era giorno di scuola.
Mio papà mi portava in piscina.
Mio papà mi faceva volare.
Mio papà mi ha regalato un suo braccialetto d'argento, quando a 17 anni piangevo perchè il ragazzo che mi piaceva mi aveva piantata.
Mio papà mi ha regalato il suo carattere, impulsivo, disordinato, a tratti menefreghista, spesso sorridente.
Mio papà mi ha regalato gli occhi azzurri della nonna.
Mio papà mi ha insegnato a guidare, senza mai perdere la pazienza.
Mio papà mi ha aiutato a portare le mie cose, quando me ne sono andata da casa.
Mio papà nonostante ho 30 anni suonati mi viene ancora a prendere se nevica perchè "con la neve io non so guidare!"
Mio papà non dice mai di essere orgoglioso, ma quando ho fatto delle foto teneva il catalogo in macchina.
Mio papà ha lavorato tanto, per tanti anni per mantenerci tutti.
Mio papà è in pensione, ma lavora come prima, perchè tanto a casa non ci sa stare.
Mio papà quando ha saputo che sarebbe diventato nonno, se ne è andato sul divano a guardare la tv, e a metabolizzare.
Mio papà quando ha saputo che sarebbe diventato 2 volte nonno si e messo a ridere e è uscito di casa, a metabolizzare.
Mio papà ha preso in braccio la Tiranna la prima volta a 5 mesi, ma da allora non l'ha mai lasciata.
Mio papà mostra a tutti orgoglioso le foto dei suoi 2 nipotini.
Mio papà è uno splendido nonno.
Non lo dico mai perchè da noi non si usa, ma al mio papà voglio tanto bene.