Visualizzazione post con etichetta prime esperieze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prime esperieze. Mostra tutti i post

martedì 14 giugno 2011

Ci facciamo sto aerosol?

Ieri visita dal pediatra.
La Tiranna ha un po' di tosse, aerosol , e volte al giorno.
Il Vichingo ha qualche lontano rimasuglio di bronchite, aerosol 2 volte al giorno pure per lui.
Bene.
Anzi male, molto male.
Fare l'areosol alla Tiranna, significa dirle di sedersi sul divano, accendere la Tv farle vedere i suoi cartoni mentre la macchinetta verde fa il suo dovere.
5-10 minuti dopo, si spegne il tutto e si aspetta la prossima tornata.

Fare l'areosol al Vichingo significa.
-preparlo mentre lui è distratto a fare altro, altrimenti prende tutto e lo butta per aria,
- riempirlo di nascosto, come percepisce presenza di acqua, una forza oscura lo spinge a metterci dentro le mani, riesce a bagnarsi più lui con mezza tazzina di acqua che la Cagnotto alla fine di una gara.
- posizionare l'aerosol sul tavolino.
- aspirare 2-3 volte, cercare la calma interiore, per essere pronti alla battaglia.
- sistemare la seggiolina, cercare dei giochi e metterli a portata.
- fare altri 2-3 respiri, resistere alla tentazione di mettere tutto via.
- chiamare il Vichingo che, ovviamente è l'unico momento che se ne gioca tranquillo per i fatti suoi.
- il Vichingo arriva, vede l'aerosol e cerca di prenderlo, lo rovescia e metà acqua cade fuori.
-riempire di nuovo l'aerosol con nano stavolta in braccio.
- posizionare l'areosol sul tavolino, il Vichingo sulla sedia, i giochi intorno a lui.
- Il Vichingo sta seduto, bene.
- accendere l'areosol.
-il Vichingo si mette in piedi sulla sedia,
- seguire con la mascherina i suoi movimenti, constatare che i primi 30 secondi promettono quasi bene.
- constatare che allo scoccare del 31  secondo il vichingo è stufo di fare l'aerosol.
- cambiare mascherina per distrarlo.
- cantare canzoni inventate, battendo pennarelli sul tavolo a ritmo di musica.
- inseguire il Vichingo che si sta divincolando.
- placcarlo per tenerlo fermo.
- finire l'aerosol, mentre il Vichingo singhiozza inconsolabile, girando la testa a 360 gradi, pur di non tenere la mascherina davanti alla faccia.

Ogni volta che il Vichingo fa un colpo di tosse a me viene l'orticaria, al pensiero dell'aerosol.

domenica 1 maggio 2011

Prima esperienze, e adesso come misuro la febbre?!!?!

Prima o poi capita a tutte.
Il tuo nano, è nervoso, non vuole mangiare, e dorme male.
Li senti le manine calde e la fronte che scotta.
Ha la febbre!
Capita!
Però la febbre va misurata.
E tu sei una mamma alla prima esperienza.
Sai cosa devi fare, hai letto tutto e di tutto.
Hai il termometro digitale a portata di mano.
Lo hai comprato proprio in previsione di momenti come questi.
Lo hai pagato un mutuo e mezzo.
Ma caspita! ne valeva proprio la pena!
Passi il termometro sulla fronte e aspetti pochi secondi.
Guadi.
36,5.
Sei confusa....ti pareva proprio caldo!
Sarà il caso di riprovare?
Si riprova.
37,2.
Azz.... allora ha la febbre!
Perchè 2 secondi prima non la segnava?
Sarà il caso di riprovare?
Certo.
36,9.
......
Inizi a dubitare che il mitico acquisto non sia poi così mitico.
Per fortuna hai anche un termometro vecchio stampo, di quelli da sotto ascella.
Solo che al tuo nano di 2 mesi non lo puoi mettere sotto l'ascella.
Va messo nel culetto.
Ci metti dai 10 ai 40 minuti a deciderti a farlo.
Lo fai!
2 lunghissimi minuti, e hai il responso.
38,3.
Era proprio febbre... ma dopo tutta questa fatica sei spossata e ti senti pure tu la febbre.

Ci metti circa 2-3 mesi a prendere confidenza con la misurazione della febbre nel culetto.
Quando ormai ci riesci a meraviglia, tuo figlio ha imparato a rotolare.
Misurare la febbre, nel culetto a un bimbo che rotola, non è decisamente semplice.
Ci metti un po' a prenderci la mano.
Lo placchi sul divano lo tieni e ci riesci.
Sei soddisfatta di te.
Ma nel frattempo il nano ha imparato a stare seduto.
Ora pretende che li misuri la febbre mentre sta seduto.
Lo scenario non ti piace.
Ormai quando senti le manine calde e la fronte che scotta vai in iperventilazione.
E ancora il nano non ha imparato a camminare.....

venerdì 8 aprile 2011

e così abbiamo scoperto il ciuccio...


E arrivi alla fine del corso pre-parto, con tutto il necessario per il bimbo in arrivo pronto.
Solo che alla fine del Corso pre-parto, ti dicono che il ciuccio (di solito quello che hai comprato il giorno prima) è il male.
Il ciuccio, crea dipendenza.
Il ciuccio è un sostituto alla tetta, e quindi non aiuta la produzione del latte.
Il ciuccio è un vizio che poi fai fatica a togliere al bambino.
Tu inorridita, per l'incauto acquisto, lo butti tra le fiamme.
Sia mai che il futuro del tuo nano non ancora nato, sia costellato da numerose dipendenze.

Poi il nano nasce.
Il nano ti usa come ciuccio.
Il nano passa le sue giornate attaccato alla tua tetta.
Ormai vivete in perfetta simbiosi, siete più uniti ora di quando era nella pancia, solo che ora ci sono 40 gradi, sudi come una capra e avendolo sempre addosso non riesci a farti una doccia degna di questo nome da settimane.
Così decidi che forse il ciuccio è il male minore, e lo rispolveri.
Il Vichingo versione prima infanzia, non ha mai voluto il ciuccio.
Ho passato 11 mesi della sia vita a cercare di infilarglielo in bocca.
Ho provato a imbrogliarlo, proponendogli il ciuccio quando per distrazione si staccava un secondo dalla tetta.
Mi guardava con disgusto, e lo sputava.
Si svegliava 10 volte per notte, e tutte le volte voleva la tetta.
Quando stavo ormai per abbandonare ogni speranza, ha abbandonato la tetta, e ha accolto il ciuccio.
Così di colpo, senza spiegazioni, senza ripensamenti.
E le nostre notti sono decisamente migliorate.
E anche le nostre giornate sono migliorare, ora se i dentini che arrivano, gli prudono le gengive, è il ciuccio a venire morso.

Nel silenzio della notte, si sente il respiro del Vichingo,
ad un tratto, il Vichingo, si muove,
Si sente uno squittio, coperte che si scostano,
il Vichingo cerca il ciuccio.
Se lo trova tutto procede per il meglio, il Vichingo, riprende a dormire.
Ma a volte qualcosa si rompe, il nano in un momento di rabbia, prende il ciuccio  e lo scaglia giu dal letto.
Il rumore del ciuccio che cade spezza il silenzio.
E spezza il cuore del Vichingo, che pentito dell'atto appena compiuto, inizia a piangere straziato.
La mamma mezza addormentata, raccoglieun ciuccio dalla sua scorta personale sul comodino.
Inserisce il ciuccio nella bocca spalancata del nano urlante.
Il nano urlante sviene istantaneamente e riprende a russare.
Il nano di notte, ricorda molto il Ciccio Bello Bua della Tiranna.

mercoledì 30 marzo 2011

Prime esperienze: il bagnetto

Un giorno hai una pancia enorme che sbatte da tutte le parti.
Il giorno dopo ti ritrovi con un frugoletto rosa che ti guarda con gli occhioni più belli del mondo.
Il frugoletto, in ospedale deve fare solo 3 cose:
- imparare ad attaccarsi al seno per mangiare
- dormire
- mostrare il suo lato migliore dalla stanza del nido, dove attraverso una vetrata, amici, parenti e nonni gongolanti,  osservano estasiati il tuo piccolo capolavoro.
Mentre sei all'ospedale, la vita è bella.
Le ostetriche controllano che nelle tue zone basse tutto stia rientrando nei ranghi.
Se ti hanno dovuta aprire come una cozza perchè tuo figlio aveva un testone da guinness e non passava ti prestano la ciambella per sederti.
Le infermiere del nido ti aiutano nell'allattamento, ti mostrano come si cambia un pannolino, ti stanno vicino mentre fai in bagnetto.
In quei 3 giorni di ospedale, la vita è bellissima.
I parenti coccolano il nano con tanti regalini, e coccolano te con cioccolatini, biscotti e panini al salame che sogni da 9 mesi.
Esci dall'ospedale che praticamente hai più pancia di quando sei entrata...
Ma questa volta la pancia ti fa sentire vagamente in colpa.
Il nano quando arrivi a casa, decide che dormire non è più bello.
Il nano decide che la tetta è la sua migliore amica, e ci passa le giornate a discutere.
Il Vichingo, ricordo che a volte litigava con una tetta, gli urlava contro offeso e frustrato.
In quei casi bisognava cambiare lato, finchè non rifacevano pace.
A casa non aspetti altro che il moncone cada, per fare un bellissimo rilassante bagnetto al nano.
Passi una settimana, sognando, immaginando il momento del primo bagnetto.
I tuoi e i suoi occhi che si incrociano, l'amore e la beatitudine che aleggia nel bagno.
Il moncone cade.
Arriva il momento del bagnetto.
Pensi se sia il caso di aspettare il tuo lui.
Ma sogni questo momento da così tanto che deve essere un momento solo vostro.
In fondo è da te che è uscito.
Sei tu che non riesci a sederti, se non con mezza chiappa sollevata.
Sei tu che ti ritrovi un seno più duro di un pallone da basket.
Il bagnetto è un tuo diritto di mamma.
Appoggi il nano sul fasciatoio e intanto riempi la vaschetta.
Quando è piena e la temperatura è giusta, spogli il nano, lentamente, vuoi assaporare ogni minuto di questa nuova bellissima esperienza.
Hai pronta in parte al fasciatoio, la bottiglietta di olio alle mandorle, per fargli dopo un bagnetto un bel massaggio rilassante.
Adagi il nano nella vaschetta, lui ti guarda per un secondo con gli occhi sbarrati.
Parte la sirena, temi che i vicini chiamino gli assistenti sociali.
Il nano è terrorizzato dall'acqua.
Tu sei terrorizzata dal nano.
5 secondi il tempo di una sciacquata veloce e lo sistemi sul fasciatoio.
Nella foga rovesci l'olio di mandorle.
Vesti il nano nel modo più veloce che riesci.
Gli asciughi i capelli, mentre lo calmi dandogli il latte.
Sei stremata dall'esperienza.
Il nano è stremato dall'esperienza, ma pure traumatizzato e non vuole staccarsi da te.
Ti domandi come ha fatto a sopravvivere nuotando 9 mesi nel liquido amniotico.
Ripeti questa operazione una decina di volte.
Poi il rapporto con l'acqua migliora decisamente.